Musica in parole


Il congedo senza fine di Leonard Cohen

Il 7 novembre 2016 moriva Leonard Cohen, poeta, romanziere e cantautore canadese. A dieci anni dalla scomparsa, la sua voce tiene ancora compagnia agli ascoltatori attraverso tanti celebri brani che di lui ci restano. 

Il suo esordio discografico, con l’album del 1967 “Songs of Leonard Cohen”, segnò l’ingresso di un autore singolare nel panorama musicale internazionale: un uomo che arrivava alla canzone dalla letteratura e dalla poesia portando con sé un linguaggio essenziale.

Nel disco spicca l’intramontabile “So Long, Marianne”, l’addio alla relazione con Marianne Ihlen, sua compagna e musa per una stagione della vita. 

La canzone supera i confini della vicenda privata e trasforma Marianne in una figura universale. Quello che Cohen canta, più che un addio sembra un arrivederci: il riconoscimento di un legame profondo che anche quando si trasforma o si interrompe, può non smettere del tutto di esistere.

Il brano procede con andamento musicale quasi circolare, sostenuto da una ritmica regolare, mentre una melodia semplice emerge dalla voce profonda - e senza enfasi - di Cohen. La musica non cerca il virtuosismo: accompagna il testo, ne asseconda il ritmo e lascia spazio alle sfumature della voce.

“So Long, Marianne”, che potete ascoltare qui, si muove tra folk e canzone d’autore, attraversati da una sensibilità cantautoriale unica. Il pezzo pare sottrarsi a una conclusione definitiva, come se il congedo restasse sospeso. 

Il decennale della scomparsa offre l’occasione di ricordare Cohen e un repertorio che continua a essere ascoltato. Tra gli appuntamenti commemorativi figura “Everybody Knows”, progetto-omaggio della famiglia Cohen, che coinvolge figlio e nipote dell’artista e che il 7 novembre arriva a Toronto.

Ascoltare la musica di Leonard Cohen è un saluto che ogni volta si presenta come una forma di ritorno.

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In questo numero hanno scritto:

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