Il suo esordio discografico, con l’album del 1967 “Songs of Leonard Cohen”, segnò l’ingresso di un autore singolare nel panorama musicale internazionale: un uomo che arrivava alla canzone dalla letteratura e dalla poesia portando con sé un linguaggio essenziale.
Nel disco spicca l’intramontabile “So Long, Marianne”, l’addio alla relazione con Marianne Ihlen, sua compagna e musa per una stagione della vita.
La canzone supera i confini della vicenda privata e trasforma Marianne in una figura universale. Quello che Cohen canta, più che un addio sembra un arrivederci: il riconoscimento di un legame profondo che anche quando si trasforma o si interrompe, può non smettere del tutto di esistere.
Il brano procede con andamento musicale quasi circolare, sostenuto da una ritmica regolare, mentre una melodia semplice emerge dalla voce profonda - e senza enfasi - di Cohen. La musica non cerca il virtuosismo: accompagna il testo, ne asseconda il ritmo e lascia spazio alle sfumature della voce.
“So Long, Marianne”, che potete ascoltare qui, si muove tra folk e canzone d’autore, attraversati da una sensibilità cantautoriale unica. Il pezzo pare sottrarsi a una conclusione definitiva, come se il congedo restasse sospeso.
Il decennale della scomparsa offre l’occasione di ricordare Cohen e un repertorio che continua a essere ascoltato. Tra gli appuntamenti commemorativi figura “Everybody Knows”, progetto-omaggio della famiglia Cohen, che coinvolge figlio e nipote dell’artista e che il 7 novembre arriva a Toronto.
Ascoltare la musica di Leonard Cohen è un saluto che ogni volta si presenta come una forma di ritorno.
