Thomas e Tulsi contro Trump

In America abbiamo seguito con apprensione le uscite di scena di Tulsi Gabbard e Thomas Massie, contro un Trump che scricchiola, e sfoga tutta la cattiveria possibile per stare in sella ancora un po’. Negli ultimi giorni il suo grado di approvazione è sceso ancora, da 38% a 35%, mentre la disapprovazione è salita al 58%: lo amano in pochi, ed i lobbisti si preoccupano.

Intelligenza Artificiale contro Software

Come anticipato su Zafferano la scorsa settimana, il fenomeno del tokenmaxxing, ossia dello spreco di token e quindi dramma del cliente che non ha più soldi per usare il ranocchio elettronico, sta mandando nel panico le aziende del software, il cui valore in borsa continua a scendere. La stessa Microsoft, che vende tanto software quanto IA, è entrata a gamba tesa bloccando la possibilità di connettere il suo Copilot ad altre piattaforme, come Databricks. Come mai?

Due mercanti in Cina

In America il viaggio presidenziale in Cina e’ stato seguito con grande attenzione, per fortuna ben maggiore a quella riservata al topovirus, che ignobili giornalisti continuano a strillarci starnazzanti.
Era logico aspettarsi delle sorprese da due negoziatori come Trump e Xi: il primo ha portato tutti i piu’ importanti CEO del paese, equivalenti a venti mila miliardi di dollari di fatturato, un potere economico senza pari. Il secondo ha risposto a tono: accoglienza da mille ed una notte, lodi sperticate di quanto sono grandi l’America e la Cina, e se non ci fosse Donald sareste spacciati, ma nessuno tocchi Taiwan.

Il ranocchio elettronico controllore

Sempre piu’ aziende che hanno adottato LLM ed agenti IA lamentano i costi eccessivi, oltre le previsioni. Specie nel caso di Anthropic che vende a multinazionali con migliaia di dipendenti che accedono a questi strumenti. Il problema e’ banale: ogni lavoratore che usi il ranocchio elettronico per eseguire una ricerca, scrivere un documento o controllare un contratto, consuma badilate di token, e con loro dollari o euro aziendali.

Altro virus, altro giro di giostra

L’opinione pubblica americana comincia ad essere colta da un vaghissimo sospetto sul nuovo virus dei topini, che ha ucciso almeno tre passeggeri di una nave da crociera in rotta verso Capo Verde e contagiato alcuni altri. Oggi patiamo le pecche nella comunicazione del Covid, e rischiamo di pagarle con gli interessi.

Pro e contro degli LLM in medicina

Una volta i dottori erano famosi per la calligrafia pessima, causata dal dover scrivere troppe ricette velocemente; pensate a quante volte, insieme al farmacista, avete cercato di capire cosa avesse voluto dire quel foglietto di carta scarabocchiato? Seconda solo alla correttezza della diagnosi, la chiarezza della comunicazione con il paziente è fondamentale per la guarigione, e scopriamo essere anche uno degli usi migliori degli LLM.

L’America torna a correre

Visitando le città americane appare evidente che nell’ultimo paio d’anni il numero di corridori sia aumentato notevolmente: dal Central Park di New York, al lungo Charles di Boston e lake shore (lungo lago) di Chicago, sembra che corrano tutti. Oltre ai soliti ragazzi delle squadre sportive, è un pienone di adulti ed anziani: come mai?

Gli artificialmente intelligenti alzano i prezzi

Ora che le aziende digitali hanno dato fondo ai licenziamenti, e che i clienti utilizzano sempre più le versioni IA dei loro prodotti, l’unico modo per soddisfare le pretese della borsa è alzare i prezzi. Microsoft, che ha appena perso il 4.5% al NYSE nonostante porti a casa il 56% di margine sui servizi cloud, ed Anthropic, che nonostante i ricavi sta consumando GPU come non ci fosse un domani, si dicono tristi ma costretti ad aumentare i prezzi dei loro ranocchi elettronici.

Indovina indovinello sull’Iran – cosa farà Teheran?

Avendo preso gusto ad indovinare cosa farà Trump nel conflitto iraniano, questa settimana scommetto su come risponderà Teheran.

Appare evidente che l’Iran fosse pronto a prender legnate dai due avversari: forse gli ayatollah seguono il modello IDEA e costruiscono scenari e metafore, per esser preparati agli attacchi, e per riuscire a portare il conflitto su terreni più favorevoli. 

Le fatiche artificiali dei consulenti

Il settore della consulenza aziendale da sempre prospera sulla lentezza e burocrazia delle multinazionali, più inclini ad ingerire PowerPoint ben colorati da schiere di giovani MBA che a fare vera innovazione di prodotto e processo. Lo so: da consulente ho prodotto presentazioni per giustificare il premio del CEO di turno, piuttosto che il grosso grasso investimento in un sistema informativo degno del miglior matrimonio greco, e poi da dipendente ho sopportato altri consulenti mentre aumentavano l’entropia aziendale.