L’America torna a correre

Visitando le città americane appare evidente che nell’ultimo paio d’anni il numero di corridori sia aumentato notevolmente: dal Central Park di New York, al lungo Charles di Boston e lake shore (lungo lago) di Chicago, sembra che corrano tutti. Oltre ai soliti ragazzi delle squadre sportive, è un pienone di adulti ed anziani: come mai?

Gli artificialmente intelligenti alzano i prezzi

Ora che le aziende digitali hanno dato fondo ai licenziamenti, e che i clienti utilizzano sempre più le versioni IA dei loro prodotti, l’unico modo per soddisfare le pretese della borsa è alzare i prezzi. Microsoft, che ha appena perso il 4.5% al NYSE nonostante porti a casa il 56% di margine sui servizi cloud, ed Anthropic, che nonostante i ricavi sta consumando GPU come non ci fosse un domani, si dicono tristi ma costretti ad aumentare i prezzi dei loro ranocchi elettronici.

Indovina indovinello sull’Iran – cosa farà Teheran?

Avendo preso gusto ad indovinare cosa farà Trump nel conflitto iraniano, questa settimana scommetto su come risponderà Teheran.

Appare evidente che l’Iran fosse pronto a prender legnate dai due avversari: forse gli ayatollah seguono il modello IDEA e costruiscono scenari e metafore, per esser preparati agli attacchi, e per riuscire a portare il conflitto su terreni più favorevoli. 

Le fatiche artificiali dei consulenti

Il settore della consulenza aziendale da sempre prospera sulla lentezza e burocrazia delle multinazionali, più inclini ad ingerire PowerPoint ben colorati da schiere di giovani MBA che a fare vera innovazione di prodotto e processo. Lo so: da consulente ho prodotto presentazioni per giustificare il premio del CEO di turno, piuttosto che il grosso grasso investimento in un sistema informativo degno del miglior matrimonio greco, e poi da dipendente ho sopportato altri consulenti mentre aumentavano l’entropia aziendale.

Indovina indovinello sull’Iran – seconda scommessa

Continuo il divertissement del provare ad indovinare, in anticipo di una settimana, cosa farà Trump in Iran. Ad oggi 18 aprile siamo nel quarto scenario, che avevo previsto una settimana fa: il Presidente ha preso tempo, continuando a negoziare, bloccando lo stretto di Hormuz, e fermando Israele nei bombardamenti di pupi ed infermieri libanesi, come preteso da Teheran per riaprire il traffico mercantile. Il Presidente ha preso tempo e una paccata infinita di dollari, visto che il figlio è un mago delle previsioni di borsa, continuando a scommettere centinaia di milioni sempre un’oretta prima di qualche breaking news sul petrolio. 

Generalizzare è importante

Quante volte ci siamo sentiti apostrofare: “Non generalizzare, non fare di tutta l’erba un fascio”? Generalizzare è la base degli stereotipi, quando ci porta a credere che tutti gli appartenenti ad una stessa classe si comportino allo stesso modo. Evito esempi politicamente scorretti, e non offendo nessuno quando dico che ogni contenitore mezzo pieno, se rovesciato, sparge il contenuto, o che se metto una parte del corpo su una superficie oltre i 70 gradi, mi ustiono: vi sembrano cose banali, perché imparate da piccoli. Tecnicamente la chiamiamo intelligenza fisica, per contrapporla a quella piatta e codificata che sviluppiamo su testi ed immagini.

Ami e Newton, novità importanti

Negli ultimi giorni il palcoscenico dell’Intelligenza Artificiale ha visto susseguirsi vari fenomeni, dalla raccolta di oltre $1 miliardo per l’Advanced Model Intelligence di Yann LeCun, alla sceneggiata di Dario Amodei per dirci che il suo ultimo modello Mythos è troppo pericoloso per noi miseri umani, alla Società Americana di Chimica che ha presentato Newton, un agente specializzato nella ricerca scientifica. 

Indovina indovinello sull’Iran

Scrivendo una settimana prima della vostra lettura, mi diverto ad indovinare cosa succede da qui a sabato prossimo, ed in America oggi il dubbio nella mente di tutti riguarda l’Iran: cosa facciamo, scappiamo o combattiamo?

Computer biologici

I cari lettori di questa rubrica sanno che ho metaforizzato il termine “ranocchio elettronico” per dare vivida rappresentazione della stupidità dell’intelligenza artificiale, intesa come incapacità di paragonarsi all’intelligenza umana, se non per poche attività ripetitive che riesce a svolgere molto meglio di noi. Oggi parliamo della nuova frontiera per calmare il divario tra uomo e macchina: i computer biologici.

La bolla dei datacenter americani

Nel mondo ci sono circa 11.900 datacenter, circa 5-600 in ogni Paese industrializzato come Germania, Gran Bretagna, Francia, ed anche in Cina, nonostante i suoi 664 sembrino pochi rispetto a tutto quello che fanno. Qui in America come al solito esageriamo: 5.400 in funzione, ed una spesa di $700 miliardi l’anno per farne altri, uno ogni angolo. Peccato che le metà delle aziende coinvolte stia annunciando ritardi e cancellazioni dei piani di nuove costruzioni: se da un lato la finanza pompa dollari, dall’altro chi fa il mestiere non vede una via d’uscita, come mai?