L’evoluzione, o involuzione, del programmatore
Fino all’arrivo del ranocchio elettronico, l’apoteosi dello sviluppatore software era lavorare in una delle FAANG californiane. Che fosse Facebook, Amazon, Apple, Nvidia o Google, i programmatori migliori passavano dal calcetto, all’avocado toast, al produrre tra le dieci e le cento linee di codice novello al giorno, arrivando a 2.000 con il riciclo di quanto fatto prima. Il tutto per stipendi importanti, fino ai $500.000, ed innaffiati di premi azionari.
