La mascherina al lettore e altri dettagli

Una decina di anni fa, una sera di novembre, ero a Bologna. Il Giornale mi aveva spedito lì per seguire annessi e connessi della lectio magistralis del politologo Bernard Manin, autore di Principi del governo rappresentativo, pubblicato dal Mulino. Alla cena d’onore c’era anche Romano Prodi e non so per quale caso o disguido...

Né uomini né consumatori

Giù il virus ma su le frontiere, e non per motivi sanitari. Da oggi 3 giugno i confini italiani sono teoricamente aperti in entrata e in uscita, ma grande, grandissima è la confusione sotto il cielo d'Europa (più in là non ci spingiamo).

Il colore verde

L'argomento non è dei più interessanti, spiace persino parlarne, ma è un'ulteriore occasione per mettere alla prova il proprio essere apòti e per fare un po' di amarcord da vecchi reporter. 

Ripartire dalla vergogna

La vergogna è un sentimento desueto in Italia e anche altrove. Non la si prova più, ce la si vieta, si soffoca sul nascere il minimo accenno di rossore per la propria condizione, per il proprio passato, per le proprie azioni...

L'alibi di un virus

Domenica scorsa dopo pranzo, durante una piacevole telefonata transatlantica, un mio caro amico, rimasto bloccato a New York dal lockdown, ha fatto questa osservazione: "Non ci credo - proprio non ci credo - che uno stop di 60 giorni possa far crollare un intero mondo. Se così fosse, significa solo una cosa: che anche prima era marcio dalle fondamenta".

Lettere a nessuno

Dal diario del Signor Direttore. Lunedì 13 aprile.

Si capisce che la situazione è grave perché tutti scrivono a tutti, puntando ogni volta sul cavallo sbagliato. Sarà la solitudine da Coronavirus. Ad esempio, oggi mi hanno girato una lettera pubblica in cui il firmatario chiedeva a Matteo Renzi di iniziare il “Conte alla rovescia”...