Ribellione ai robot

Anni fa vi ho parlato di Gita, il robot che ti segue portando la spesa, e volendo torna al mercato per altre compere se proprio sei stanco, o pigro. Questo robot si incontra sempre più di frequente negli aeroporti americani, utilizzato per portare cibi e bevande a chi attende il volo al gate, e per qualche motivo bizzarro non vuol fare i due passi per andare al negozio. 

Finisce la festa del software?

L’industria del software produce profitti elevatissimi da sempre. Dai floppy disk ai CD e DVD, per anni abbiamo pagato caro per la copia di un software, fosse esso professionale o videogioco, che all’azienda produttrice era costato un’inezia stampare e spedire, mantenendone sempre la proprietà intellettuale. 

Datacenter e balle spaziali

Coi prezzi alle stelle di qualsiasi componente richiesto per la costruzione dei nuovi potentissimi datacenter, Bezos e Musk han proposto di mettere server e GPU in orbita, a guardar le stelle. La logica annunciata è tanto semplice quanto fallace: l’alimentazione con pannelli solari nello spazio è particolarmente efficiente, come pure lo è il raffreddamento richiesto, visto che tutto attorno, nel buio vuoto cosmico, fa un freddo becco.

Se le batterie diventano commodity

Il prezzo delle batterie continua a diminuire, tanto per quelle classiche al litio che hanno raggiunto economie di scala impressionanti, quanto per quelle al sodio il cui componente principale è così diffuso da costare pochissimo. Tutto fa pensare che le batterie stiano diventando una commodity, alla stregua di sale e petrolio: quali sono le conseguenze e che ruolo ha il digitale?

Pompa la bolla

Nel 2025 le aziende dell’intelligenza artificiale hanno licenziato centinaia di migliaia di persone con la scusa che grazie alla nuova tecnologia diventavano più produttive. La realtà è ovviamente diversa: nel corso degli anni, e specialmente con la pausa Covid e lavoro da casa, le multinazionali avevano assunto senza limiti, pagando stipendi importanti, tanto i loro margini consentivano grandi profitti. 

L’evoluzione, o involuzione, del programmatore

Fino all’arrivo del ranocchio elettronico, l’apoteosi dello sviluppatore software era lavorare in una delle FAANG californiane. Che fosse Facebook, Amazon, Apple, Nvidia o Google, i programmatori migliori passavano dal calcetto, all’avocado toast, al produrre tra le dieci e le cento linee di codice novello al giorno, arrivando a 2.000 con il riciclo di quanto fatto prima. Il tutto per stipendi importanti, fino ai $500.000, ed innaffiati di premi azionari. 

Fabbriche buie

Atlas, il robot umanoide che Boston Dynamics ha presentato al CES nei giorni scorsi, facendo vedere come lavora nelle fabbriche americane Hyundai, ha scosso la platea. Ha 56 gradi di libertà, contando gli snodi che gli consentono di piegare e girare dita, mani, braccia, schiena, gambe, piedi e zucca, è alto un paio di metri, alza fino a 50Kg e pesa circa 90Kg; dopo quattro ore di lavoro deve ricaricarsi.

Razionalità e Irrazionalità

Uno dei grandi piaceri natalizi è quello di prendere un libro in mano, leggerlo con calma, fare le orecchiette, disegnare, scrivere note. Durante l’anno leggo molto, purtroppo sullo schermo e troppo velocemente: le feste sono quindi il momento migliore per approfondire un testo nuovo, o riprenderne uno importante.

Intelligenza Artificiale: tra bolla e frontiera

Mentre la bolla finanziaria dell’intelligenza artificiale (IA) innervosisce il mercato, nei laboratori prosegue lo sviluppo di questa tecnologia, con risultati sempre sorprendenti: facciamo una carrellata per vedere dove si sposta la frontiera del ranocchio elettronico.

La muraglia cinese di GPU

Vi avevo raccontato della bastonata che la Casa Bianca ha dato ad NVIDIA bloccando la vendita dei chip H20, costata $3 miliardi di mancate vendite in poche settimane ed un danno ancora maggiore in borsa. NVIDIA in un primo accordo con Trump e con i cinesi aveva lanciato questa GPU che è al contempo molto più scarsa dei prodotti che usa in America, e due volte più veloce del concorrente cinese.