Intelligenza Artificiale contro Software

Come anticipato su Zafferano la scorsa settimana, il fenomeno del tokenmaxxing, ossia dello spreco di token e quindi dramma del cliente che non ha più soldi per usare il ranocchio elettronico, sta mandando nel panico le aziende del software, il cui valore in borsa continua a scendere. La stessa Microsoft, che vende tanto software quanto IA, è entrata a gamba tesa bloccando la possibilità di connettere il suo Copilot ad altre piattaforme, come Databricks. Come mai?

Il ranocchio elettronico controllore

Sempre piu’ aziende che hanno adottato LLM ed agenti IA lamentano i costi eccessivi, oltre le previsioni. Specie nel caso di Anthropic che vende a multinazionali con migliaia di dipendenti che accedono a questi strumenti. Il problema e’ banale: ogni lavoratore che usi il ranocchio elettronico per eseguire una ricerca, scrivere un documento o controllare un contratto, consuma badilate di token, e con loro dollari o euro aziendali.

Pro e contro degli LLM in medicina

Una volta i dottori erano famosi per la calligrafia pessima, causata dal dover scrivere troppe ricette velocemente; pensate a quante volte, insieme al farmacista, avete cercato di capire cosa avesse voluto dire quel foglietto di carta scarabocchiato? Seconda solo alla correttezza della diagnosi, la chiarezza della comunicazione con il paziente è fondamentale per la guarigione, e scopriamo essere anche uno degli usi migliori degli LLM.

Gli artificialmente intelligenti alzano i prezzi

Ora che le aziende digitali hanno dato fondo ai licenziamenti, e che i clienti utilizzano sempre più le versioni IA dei loro prodotti, l’unico modo per soddisfare le pretese della borsa è alzare i prezzi. Microsoft, che ha appena perso il 4.5% al NYSE nonostante porti a casa il 56% di margine sui servizi cloud, ed Anthropic, che nonostante i ricavi sta consumando GPU come non ci fosse un domani, si dicono tristi ma costretti ad aumentare i prezzi dei loro ranocchi elettronici.

Le fatiche artificiali dei consulenti

Il settore della consulenza aziendale da sempre prospera sulla lentezza e burocrazia delle multinazionali, più inclini ad ingerire PowerPoint ben colorati da schiere di giovani MBA che a fare vera innovazione di prodotto e processo. Lo so: da consulente ho prodotto presentazioni per giustificare il premio del CEO di turno, piuttosto che il grosso grasso investimento in un sistema informativo degno del miglior matrimonio greco, e poi da dipendente ho sopportato altri consulenti mentre aumentavano l’entropia aziendale.

Generalizzare è importante

Quante volte ci siamo sentiti apostrofare: “Non generalizzare, non fare di tutta l’erba un fascio”? Generalizzare è la base degli stereotipi, quando ci porta a credere che tutti gli appartenenti ad una stessa classe si comportino allo stesso modo. Evito esempi politicamente scorretti, e non offendo nessuno quando dico che ogni contenitore mezzo pieno, se rovesciato, sparge il contenuto, o che se metto una parte del corpo su una superficie oltre i 70 gradi, mi ustiono: vi sembrano cose banali, perché imparate da piccoli. Tecnicamente la chiamiamo intelligenza fisica, per contrapporla a quella piatta e codificata che sviluppiamo su testi ed immagini.

Ami e Newton, novità importanti

Negli ultimi giorni il palcoscenico dell’Intelligenza Artificiale ha visto susseguirsi vari fenomeni, dalla raccolta di oltre $1 miliardo per l’Advanced Model Intelligence di Yann LeCun, alla sceneggiata di Dario Amodei per dirci che il suo ultimo modello Mythos è troppo pericoloso per noi miseri umani, alla Società Americana di Chimica che ha presentato Newton, un agente specializzato nella ricerca scientifica. 

Computer biologici

I cari lettori di questa rubrica sanno che ho metaforizzato il termine “ranocchio elettronico” per dare vivida rappresentazione della stupidità dell’intelligenza artificiale, intesa come incapacità di paragonarsi all’intelligenza umana, se non per poche attività ripetitive che riesce a svolgere molto meglio di noi. Oggi parliamo della nuova frontiera per calmare il divario tra uomo e macchina: i computer biologici.

Arriva l’IA fisica

Nei giorni scorsi ho avuto modo di confrontarmi con alcune multinazionali che affrontano questo tema interessante: come portare l’intelligenza artificiale nel mondo fisico dei macchinari e dei robot, che sempre più lavorano nelle fabbriche e nei centri di distribuzione. 

Ranocchio elettronico a batterie

La tormenta del mercato globale degli idrocarburi porta ad un aumento importante dei prezzi di gas, benzina e gasolio che durerà mesi, se non anni. In questo caos, zitti zitti quatti quatti i produttori americani di batterie hanno messo il turbo. Da un lato le fabbriche già create per produrre le batterie automobilistiche si concentrano nel fare quelle stazionarie, dall’altro i data center ne aumentano la domanda in modo vertiginoso.