Computer biologici

I cari lettori di questa rubrica sanno che ho metaforizzato il termine “ranocchio elettronico” per dare vivida rappresentazione della stupidità dell’intelligenza artificiale, intesa come incapacità di paragonarsi all’intelligenza umana, se non per poche attività ripetitive che riesce a svolgere molto meglio di noi. Oggi parliamo della nuova frontiera per calmare il divario tra uomo e macchina: i computer biologici.

Arriva l’IA fisica

Nei giorni scorsi ho avuto modo di confrontarmi con alcune multinazionali che affrontano questo tema interessante: come portare l’intelligenza artificiale nel mondo fisico dei macchinari e dei robot, che sempre più lavorano nelle fabbriche e nei centri di distribuzione. 

Ranocchio elettronico a batterie

La tormenta del mercato globale degli idrocarburi porta ad un aumento importante dei prezzi di gas, benzina e gasolio che durerà mesi, se non anni. In questo caos, zitti zitti quatti quatti i produttori americani di batterie hanno messo il turbo. Da un lato le fabbriche già create per produrre le batterie automobilistiche si concentrano nel fare quelle stazionarie, dall’altro i data center ne aumentano la domanda in modo vertiginoso.

GenCAD il nuovo aiuto progettista

Gli amici del MIT hanno appena rilasciato un modello di IA che converte le vostre foto e disegni in file CAD che potete modificare poi a piacere; ce l’han dato open source (codice aperto), cosa molto apprezzata. 

Google contro NVIDIA in singolar tenzone

Mentre OpenAI ed Anthropic litigano in pubblico e perdono smalto in privato, Google ed Nvidia si ergono a campioni veri dell’intelligenza artificiale occidentale, e cominciano la sfida da cui potrebbe emergere un solo vincitore. 

Ribellione ai robot

Anni fa vi ho parlato di Gita, il robot che ti segue portando la spesa, e volendo torna al mercato per altre compere se proprio sei stanco, o pigro. Questo robot si incontra sempre più di frequente negli aeroporti americani, utilizzato per portare cibi e bevande a chi attende il volo al gate, e per qualche motivo bizzarro non vuol fare i due passi per andare al negozio. 

Finisce la festa del software?

L’industria del software produce profitti elevatissimi da sempre. Dai floppy disk ai CD e DVD, per anni abbiamo pagato caro per la copia di un software, fosse esso professionale o videogioco, che all’azienda produttrice era costato un’inezia stampare e spedire, mantenendone sempre la proprietà intellettuale. 

Datacenter e balle spaziali

Coi prezzi alle stelle di qualsiasi componente richiesto per la costruzione dei nuovi potentissimi datacenter, Bezos e Musk han proposto di mettere server e GPU in orbita, a guardar le stelle. La logica annunciata è tanto semplice quanto fallace: l’alimentazione con pannelli solari nello spazio è particolarmente efficiente, come pure lo è il raffreddamento richiesto, visto che tutto attorno, nel buio vuoto cosmico, fa un freddo becco.