GenCAD il nuovo aiuto progettista
Gli amici del MIT hanno appena rilasciato un modello di IA che converte le vostre foto e disegni in file CAD che potete modificare poi a piacere; ce l’han dato open source (codice aperto), cosa molto apprezzata.
Gli amici del MIT hanno appena rilasciato un modello di IA che converte le vostre foto e disegni in file CAD che potete modificare poi a piacere; ce l’han dato open source (codice aperto), cosa molto apprezzata.
Negli ultimi giorni i CEO venditori di fumo del ranocchio elettronico hanno rincarato la dose: le nuove versioni di IA potrebbero essere coscienti, stiamo arrivando al Sacro Graal dell’intelligenza artificiale generale, quella dell’uomo.
Mentre OpenAI ed Anthropic litigano in pubblico e perdono smalto in privato, Google ed Nvidia si ergono a campioni veri dell’intelligenza artificiale occidentale, e cominciano la sfida da cui potrebbe emergere un solo vincitore.
Anni fa vi ho parlato di Gita, il robot che ti segue portando la spesa, e volendo torna al mercato per altre compere se proprio sei stanco, o pigro. Questo robot si incontra sempre più di frequente negli aeroporti americani, utilizzato per portare cibi e bevande a chi attende il volo al gate, e per qualche motivo bizzarro non vuol fare i due passi per andare al negozio.
L’industria del software produce profitti elevatissimi da sempre. Dai floppy disk ai CD e DVD, per anni abbiamo pagato caro per la copia di un software, fosse esso professionale o videogioco, che all’azienda produttrice era costato un’inezia stampare e spedire, mantenendone sempre la proprietà intellettuale.
Coi prezzi alle stelle di qualsiasi componente richiesto per la costruzione dei nuovi potentissimi datacenter, Bezos e Musk han proposto di mettere server e GPU in orbita, a guardar le stelle. La logica annunciata è tanto semplice quanto fallace: l’alimentazione con pannelli solari nello spazio è particolarmente efficiente, come pure lo è il raffreddamento richiesto, visto che tutto attorno, nel buio vuoto cosmico, fa un freddo becco.
Il prezzo delle batterie continua a diminuire, tanto per quelle classiche al litio che hanno raggiunto economie di scala impressionanti, quanto per quelle al sodio il cui componente principale è così diffuso da costare pochissimo. Tutto fa pensare che le batterie stiano diventando una commodity, alla stregua di sale e petrolio: quali sono le conseguenze e che ruolo ha il digitale?
Nel 2025 le aziende dell’intelligenza artificiale hanno licenziato centinaia di migliaia di persone con la scusa che grazie alla nuova tecnologia diventavano più produttive. La realtà è ovviamente diversa: nel corso degli anni, e specialmente con la pausa Covid e lavoro da casa, le multinazionali avevano assunto senza limiti, pagando stipendi importanti, tanto i loro margini consentivano grandi profitti.
Fino all’arrivo del ranocchio elettronico, l’apoteosi dello sviluppatore software era lavorare in una delle FAANG californiane. Che fosse Facebook, Amazon, Apple, Nvidia o Google, i programmatori migliori passavano dal calcetto, all’avocado toast, al produrre tra le dieci e le cento linee di codice novello al giorno, arrivando a 2.000 con il riciclo di quanto fatto prima. Il tutto per stipendi importanti, fino ai $500.000, ed innaffiati di premi azionari.
Atlas, il robot umanoide che Boston Dynamics ha presentato al CES nei giorni scorsi, facendo vedere come lavora nelle fabbriche americane Hyundai, ha scosso la platea. Ha 56 gradi di libertà, contando gli snodi che gli consentono di piegare e girare dita, mani, braccia, schiena, gambe, piedi e zucca, è alto un paio di metri, alza fino a 50Kg e pesa circa 90Kg; dopo quattro ore di lavoro deve ricaricarsi.