IL Digitale


Continua sul bilaterale dell’intelligenza artificiale

Un terzo concetto chiave per l’adozione corretta dell’intelligenza artificiale e’ il controllo e la gestione dei dati.  Pensate ai satelliti: oggi migliaia di scatolette in orbita ci danno un’enorme quantita' di dati in tempo reale. Dal meteo, ai trasporti, al monitoraggio di coltivazioni, sono tantissimi quelli che possono essere analizzati per prendere decisioni importanti in un attimo. Chiaramente chi ha messo i satelliti in orbita vorra’ guadagnarci, ma non puo’ avere le competenze ed i mezzi per prendersi carico di tutte le elaborazioni e scelte possibili. Allo stesso modo, diverse organizzazioni e stati possono essere interessati allo stesso dato, per motivi diversi.

Le informazioni sul grado di forestazione di una regione interessano tanto allo stato che dovra’ preoccuparsi di infrastrutture, erosione del suolo, irrigazione e tassazione, quando aziende che lavorino il legno ed altre che si occupino di trasporti. Se cominciamo a mettere gabelle sui dati, o peggio ancora gestirli con formati e protocolli proprietari che ne rendono complesso l’uso, con l’intelligenza artificiale avro’ poco da fare. Per questo motivo adesso si stanno diffondendo agenti per cellulari che utilizzano la telecamera per sostituirsi ai satelliti ed alle auto di Google che riprendono le strade: se posso usare le foto e filmati di miliardi di persone in giro per il mondo, e gli agenti AI li uniscono come tante tessere di un unico puzzle, fare mappe prende un nuovo significato.

Da ultimo il tema dell’orchestrazione di tutta questa intelligenza artificiale. Caso emblematico per l’adozione corretta di questa tecnologia e’ la sanita’, che meglio di altri settori riunisce la gestione del rischio, l’etica ed il controllo dei dati per migliorare la qualita’ di vita del paziente. Quando leggete del robot che analizzando un referto di laboratorio meglio del dottore finira’ per sostituirlo, prendete la notizia con due manciate di sale grosso. Sono proprio i medici le persone ideali per usare queste tecnologie nel modo migliore, per diventare piu’ precisi e rapidi nel proprio mestiere. Il medico che sa’ fare le domande corrette all’LLM, che usa un agente per redigere una raccomandazione ed un altro per confermare le sue osservazioni in fase di diagnosi, e’ la stessa persona che ci consente di migliorare ancora questa tecnologia. Al contrario, se pensiamo che qualche burocrate a Bruxelles o Washington, oppure in un’assicurazione sanitaria o ai vertici di un’azienda ospedaliera, sia in grado di determinare quale forma di intelligenza artificiale debba essere adottata per questa o quella patologia, finiamo male.

Un medico puo’ lavorare come un direttore d’orchestra, che valuta il profilo di rischio del suo specifico malato e si fa aiutare dal ranocchio elettronico per bilanciare medicina preventiva, diagnostica piu’ o meno invasiva, ed un percorso di cura gestibile ed ottimale per quella persona. L’intelligenza artificiale e’ necessaria per arrivare alla medicina di precisione, perche’ ha una potenza di osservazione e gestione dei dati inarrivabile per personale sanitario in carne ed ossa. Di conseguenza il ranocchio va visto al pari dello stetoscopio, del bisturi e di qualsiasi altro strumento serva per migliorare la salute dei pazienti, e meglio ancora delle persone che non hanno ancora sviluppato patologie.

Vi raccomando di guardare come funzionano oggi gli ambulatori pubblici cinesi, per farvi un’idea di cosa sia fattibile quando la tecnologia viene adottata per migliorare il lavoro del personale sanitario. Non conta che quel modello sia giusto, sbagliato o impossibile da copiare: conta che e’ gia’ in funzione, mentre qui stiamo ancora parlando di etica e cultura per prevenire chissa’ quali rischi.

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

Umberto Pietro Benini (Verona): salesiano, insegnante di diritto e di economia, ricercatore di verità
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.