Vogliamo una vita bella
Al centro della zona universitaria di Bologna si trova piazza Verdi. È la sede del teatro comunale e l’incrocio delle due parti della celeberrima via Zamboni, da nove secoli Alma mater, madre feconda di studi.
Al centro della zona universitaria di Bologna si trova piazza Verdi. È la sede del teatro comunale e l’incrocio delle due parti della celeberrima via Zamboni, da nove secoli Alma mater, madre feconda di studi.
Nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2026 la comica Brenda Lodigiani ha portato in scena una piccola pantomima sui gesti italiani. Nei giorni successivi, i commentatori hanno messo in luce la derivazione della gag dal Supplemento al dizionario italiano di Bruno Munari (1958), dove l’artista mostrava le fotografie dei gesti tipici delle nostre terre con una piccola didascalia traduttiva e alcune istruzioni motorie.
In un corso di dottorato dell’Università Gregoriana, diretto dal sociologo e amico Guido Gili, ho tenuto una lezione sui tipi di ragionamento. Inevitabilmente la discussione è poi finita sulla solita AI e sui processi logici che la sottendono. Dato il tipo di università, la platea del dottorato era estremamente multiculturale con sacerdoti, religiose e religiosi, e anche qualche laico, provenienti da tutti i continenti.
Lunedì 26 gennaio, giorno di San Timoteo, giovane discepolo prediletto di S. Paolo le cui ossa si trovano a Termoli, Molise, ho smesso di essere un professore dell’Università del Molise per aggregarmi a quella di Bologna, Alma Mater di tutte le università.
In un importante discorso al corpo diplomatico accreditato, il Papa, il quattordicesimo dei Leoni, ha puntato l’attenzione su un problema, si direbbe, filosofico, come radice dei problemi mondiali. Ci sono guerre e violenze dappertutto, spesso costellate di stragi di civili. Lo spirito dei tempi sembra correre anche troppo velocemente verso una guerra globale e non più a pezzi. Leone prova a invocare pace e, per farlo, a ridare un po’ di credito al diritto internazionale e al multilateralismo, ossia alle decisioni prese collegialmente tra tanti Paesi.
Norimberga è l’ennesimo tentativo di rappresentare cinematograficamente il processo ai gerarchi nazisti avvenuto nel 1946. Il film pone questioni interessanti anche se poi non riesce a risolverle, mescolando piani e temi in maniera non sempre riuscita. Però, i temi ci sono.
La mostra sul percorso letterario-filosofico di Grossman comincia a Torino il 12 di dicembre e rimane aperta fino al 31 gennaio. Rivista e ristrutturata rispetto all’edizione esibita a Rimini nell’estate scorsa, la mostra presenta le diverse fasi del realismo grossmaniano, dall’adesione al canone socialista fino al realismo metafisico degli ultimi anni.
Se volete leggere un autore importante originale e dimenticato in Italia, potete provare con Giose Rimanelli (1925-2018), su cui la scorsa settimana si è tenuto presso l’Università del Molise un importante convegno internazionale organizzato dal Centro per gli studi italo-americani e canadesi diretto da Francesca D’Alfonso. Chi era Rimanelli e perché ci interessa?
Il Papa è in Turchia questa settimana per celebrare i 1700 anni dal concilio di Nicea. È il primo e più simbolico dei viaggi, che i vaticanisti non mancheranno di analizzare in tutti i suoi aspetti a valori. Nicea è il luogo della definizione del Credo cristiano, del grande accordo tra cristiani appena usciti da tre secoli di persecuzioni, dell’universalità della Chiesa anche come struttura politico-sociale.
Le ATP finals torinesi sono un successo. A parte i lentissimi tornelli d’entrata, tutto funziona a meraviglia, secondo quella caratteristica indaffarata meticolosità che è il meglio e il peggio dei torinesi.