Una terra di mezzo color verde

All’inizio di quest’anno, quando le nostre vite non avevano ancora subito la drammatica onda d’urto del Covid, mi era stato inviato da un amico un video che  riprendeva un giovane Maradona in allenamento prima della partita, un riscaldamento in campo. Era gioioso, pieno di vita e dal suo corpo sprigionava un’armonia e una sicurezza sul possesso della palla che era incredibile, come se il pallone...

Colori

Non vi è nulla che mi riempia più di gioia come l’andare nel mio colorificio preferito, che frequento da più di trent’anni. E qualche giorno fa, lockdown o meno, dovevo passare da lì, in via Brera a Milano, per l’acquisto di alcuni materiali e fare un cambio di telaio. Di fianco all’Accademia di Belle Arti vi sono da sempre e precisamente (nel senso che forse si possono contare i passi) alla sua destra e alla sua sinistra due eccellenti colorifici...

Il gioco dell'oca dell'arte contemporanea

Ci risiamo, siamo tornati alla casella di partenza di questo drammatico gioco dell’oca che la satira del Milanese imbruttito definisce la “divanata obbligatoria”. Tra le zone colorate ovviamente la Lombardia è la più rossa e per prima cosa si chiudono i musei, tenendo invece aperte attività essenziali come i negozi di intimo (con tutto il rispetto). Continuo a litigare in giro perché a mio parere...

All'Hangar Bicocca a vedere il poco taumaturgico Chen Zhen

Qualche giorno fa ho deciso di andare all’Hangar Bicocca, a Milano, insieme a Vittoria Coen, amica ventennale e critico d’arte, per vedere una mostra di Chen Zhen, artista cinese naturalizzato francese. Andare all’Hangar dall’altra parte della città è un piccolo viaggio, che ci ha dato tempo per aggiornarci su mostre e lavoro ma anche su posizioni esistenziali.

Il coprifuoco e le lenzuola di Picasso

Mi ha molto colpito nei giorni scorsi, anche prima dell’ultimo decreto, l’utilizzo del termine “coprifuoco”, una parola che evoca tempi di guerra, paura, morte.  Nella Seconda Guerra Mondiale era spesso il preavviso di un attacco aereo, dell’arrivo di un bombardamento. La parola  mi ha ricordato un’eccezionale fotografia di Robert Capa: una figura femminile...

Il grande corpo della pittura

“La pittura in questa fine secolo è malata” scrisse Jean Clair a metà degli anni Novanta, nella sua Critica della modernità. E adesso che genere di commento farebbe sul nostro presente? Tutto un mondo glamour che si basava su feste e vernissage per affascinare il pubblico dell’arte e i collezionisti è sparito in un sol colpo.

Troppo chic per promuovere l'arte?

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail dalla direzione di Artissima. Con tono laconico mi informavano della rinuncia ad aprire i battenti questo prossimo novembre, causa Coronavirus. La fiera d’arte torinese, che più di tutte le fiere italiane ha una vocazione internazionalistica, ha capitolato in linea ad altre , da Art Basel a Frieze, benché continui a sentirsi una “guida in grado di aprire scenari inaspettati testimoni di un profondo e meditato cambiamento”. Mi domando come mai...

Ritratti in prima linea

È cosa rara nella vita sentirsi al posto giusto al momento giusto. Eppure venerdì scorso è accaduto pure a me.  Ero a Domodossola, in occasione della mia partecipazione a una conferenza dal tema “I miei ritratti in prima linea”, dedicata all'opera del fotografo Andrea Frazzetta, colui che tra i primi ha fotografato i volti dei medici e del personale sanitario impegnato nella lotta al Coronavirus nei tragici giorni di inizio pandemia. Il suo servizio è stato pubblicato sul New York Time Magazine. Alla conferenza c'era anche  Monica Falocchi, capo-infermiera degli Spedali Civici di Brescia, che grazie ad Andrea è finita, volente o nolente, in prima pagina.