Il vassoio di Hopper

Sono finalmente riuscita a ritagliarmi del tempo per andare a vedere la mostra di Edward Hopper alla Fondation Beyeler a Basilea e non mi sono affatto pentita. La mostra chiude domani 20 settembre e anche se è durata ben sei mesi, per via del prolungamento post-Covid, non tutti hanno avuto modo di vederla.  In quanto ammiratrice di Hopper, fin da tempi remoti, vedere...

Genio, sregolatezza... e normalità

È tutta la vita che mi domando se son troppo normale. Questa cosa del "genio e sregolatezza" affibbiata agli artisti mi ha sempre un po’ urtato perché è davvero un ossimoro. Di certo però è anche un buon punto di riflessione sul perché della pratica artistica. Qualche anno fa, Massimigliano Gioni, nel suo "Il Palazzo Enciclopedico"...

L’ Instagram di Carol Rama

Una delle prime forme di socialità dopo il lockdown è stata andare a prendere un ice coffee al bar Cucchi con due amiche, qualche domenica fa. La prima delle due è una presenza di lunga data nella mia vita, curatrice di mie mostre ed ex direttore di museo, la seconda è una giovanissima gallerista. È stato molto gradevole...

La furia iconoclasta e la legge del 2%

In questi ultimi giorni di rivolte e furia iconoclasta, vedendo piombar a terra la statua di Cristoforo Colombo a Baltimora, mi è venuta in mente un'altra statua: quella di Saddam Hussein, di fattura italiana, che era in piazza Firdos a Baghdad e che il 9 aprile 2003 la folla proprio non riusciva ad abbattere, nonostante l'aiutino...

I frattali sono gettonatissimi, purtroppo

Domenica scorsa, sfogliando D - La repubblica delle donne, il settimanale femminile di Repubblica, ho visto nelle ultime pagine la rubrica di arte curata da Cecilia Alemani, già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, e direttrice artistica...

La malinconia e gli scacchi

Di recente mi è capitato sotto mano il catalogo della bella retrospettiva di Piero Guccione al Museo d’Arte di Mendrisio, in Svizzera, a un anno dalla morte dell’artista siciliano. Artista piuttosto...

Quelli che vanno e quelli che restano

Quando iniziai a esporre in un’importante galleria d'arte milanese, ormai vent'anni orsono, mi resi conto che ero entrata a fare parte di una "scuderia" e che vigeva in quel mondo una regola derivata da una metafora calcistica: il dovere essere artisti "di serie A". Chi stabiliva chi lo fosse è un enigma per me ancora insoluto.