Il contagio della cultura non uccide

Qualche giorno fa Angelo Crespi, giornalista e critico, è andato in giro a farsi fotografare davanti alle più importanti istituzioni culturali milanesi con in mano e bene in vista un foglio A4 con scritto testualmente: "Il contagio della cultura non uccide, #riaprite i musei", frase che se non fosse di oggi parrebbe una boutade di sapore...

Trovare: questo è il problema

In giorni in cui tutto ha perduto di senso e l’unico valore certo nel mondo dell’arte è il "solito" desiderio di novità è ovvio che la ricerca e la sperimentazione siano l’oro dei nostri tempi, anche perché si tratta di materia sfuggente e difficilmente catalogabile. Se sperimenti una cosa, puoi sempre cambiare idea e sperimentarne un’altra. E’ in questo senso interessante fare un passo indietro e immergersi in quell'incredibile...

Il mercato dei bulbi

Qualche giorno fa, rovistando in studio alla ricerca di un libro d’arte, ho ritrovato un testo di Mario De Micheli su David, Delacroix, Courbet, Cezanne, Van Gogh e Picasso di cui analizzava le poetiche e soprattutto proponeva un’antologia dei loro scritti.

Blu Klein

Qualche giorno fa è finalmente arrivato in studio il telaio che aspettavo e con esso i colori richiesti, per mano proprio di Massimo Pellegrini, che con la consueta riservatezza mi ha ringraziato per la citazione del suo nome, su Zafferano. Non credeva di meritarlo. Normalmente arriva un suo collaboratore e per me è stato un vero piacere presentargli il mio nuovo studio. Mi ha detto una cosa che mi ha colpito, e cioè che questo poteva essere solo lo studio di Barbara Nahmad.

Finita la visita mi sono ricordata della figura di Edouard Adam, il titolare dello storico...

Una terra di mezzo color verde

All’inizio di quest’anno, quando le nostre vite non avevano ancora subito la drammatica onda d’urto del Covid, mi era stato inviato da un amico un video che  riprendeva un giovane Maradona in allenamento prima della partita, un riscaldamento in campo. Era gioioso, pieno di vita e dal suo corpo sprigionava un’armonia e una sicurezza sul possesso della palla che era incredibile, come se il pallone...

Colori

Non vi è nulla che mi riempia più di gioia come l’andare nel mio colorificio preferito, che frequento da più di trent’anni. E qualche giorno fa, lockdown o meno, dovevo passare da lì, in via Brera a Milano, per l’acquisto di alcuni materiali e fare un cambio di telaio. Di fianco all’Accademia di Belle Arti vi sono da sempre e precisamente (nel senso che forse si possono contare i passi) alla sua destra e alla sua sinistra due eccellenti colorifici...

Il gioco dell'oca dell'arte contemporanea

Ci risiamo, siamo tornati alla casella di partenza di questo drammatico gioco dell’oca che la satira del Milanese imbruttito definisce la “divanata obbligatoria”. Tra le zone colorate ovviamente la Lombardia è la più rossa e per prima cosa si chiudono i musei, tenendo invece aperte attività essenziali come i negozi di intimo (con tutto il rispetto). Continuo a litigare in giro perché a mio parere...

All'Hangar Bicocca a vedere il poco taumaturgico Chen Zhen

Qualche giorno fa ho deciso di andare all’Hangar Bicocca, a Milano, insieme a Vittoria Coen, amica ventennale e critico d’arte, per vedere una mostra di Chen Zhen, artista cinese naturalizzato francese. Andare all’Hangar dall’altra parte della città è un piccolo viaggio, che ci ha dato tempo per aggiornarci su mostre e lavoro ma anche su posizioni esistenziali.

Il coprifuoco e le lenzuola di Picasso

Mi ha molto colpito nei giorni scorsi, anche prima dell’ultimo decreto, l’utilizzo del termine “coprifuoco”, una parola che evoca tempi di guerra, paura, morte.  Nella Seconda Guerra Mondiale era spesso il preavviso di un attacco aereo, dell’arrivo di un bombardamento. La parola  mi ha ricordato un’eccezionale fotografia di Robert Capa: una figura femminile...

Il grande corpo della pittura

“La pittura in questa fine secolo è malata” scrisse Jean Clair a metà degli anni Novanta, nella sua Critica della modernità. E adesso che genere di commento farebbe sul nostro presente? Tutto un mondo glamour che si basava su feste e vernissage per affascinare il pubblico dell’arte e i collezionisti è sparito in un sol colpo.