Muottas Muragl
Stavo leggendo un nuovo saggio di Byung- Chul Han, professore di Estetica all’università di Berlino, un elogio della “Vita contemplativa, o dell’inazione”. Il filosofo sudcoreano afferma che in una società nella quale il “tempo libero” serve a rinfrancarsi dopo il lavoro, ecco che esso resta incatenato alla logica di quest’ultimo: e quale derivato del lavoro rimane un elemento funzionale alla produzione.
