Turner

Ricevo newsletter da ogni parte del mondo riguardanti i musei, poiché mi interessa capire la loro attività e, anche in tempi di pandemia, rimanere informata sui movimenti “globali” circa l'arte. Negli ultimi anni si è puntato molto sugli artisti storici, forse perché è più difficile valutare la contemporaneità, vista la mancanza di “confini” e di canoni di riferimento: o forse perché gran parte dei curatori...

Sangue e arte

C’è un sacco di sangue nella storia dell’arte: la presenza del sangue come simbolo di vita e di morte è frequente in tutta l’iconografia cristiana, dalle crocefissioni in avanti. Zampilla soprattutto nel nord Europa, dove esce a fiotti, ma anche nel Rinascimento italiano non si scherza, se pensiamo ai tanti San Sebastiano trafitti dalle frecce alle decollazioni del San Giovanni Battista; il sangue versato è garanzia di fede. Del resto il rapporto con la...

Ars moriendi

In questi tempi esausti e un po’ disperanti è importante ricordare che l’Europa per secoli è stata falcidiata dalle grandi epidemie, che con frequenza piuttosto regolare hanno decimato le popolazioni europee, a partire da quella meglio nota come “morte nera” della metà del Trecento. A differenza di oggi però, i più erano timorati di Dio, e così nacque quella che poi fu definita la "Ars Moriendi",  espressione latina che...

La stringente attualità

Ho letto di recente su un magazine di settore un articolo dal titolo: “Che fine hanno fatto gli artisti?”. Mi ha lasciato a dir poco basita. Il giornalista lamentava il fatto che - a dispetto di musei e gallerie che si sono dimostrati flessibili al caos pandemico, reagendo ad esso in modo creativo con tutta una serie di nuove interazioni via web e inventando contenuti per sopperire alla mancata presenza fisica - gli artisti non abbiano fatto altrettanto.

Questi ultimi, a suo parere, hanno “certificato la loro marginalità intellettuale",  incapaci di... 

Calle, papaveri e iris

Ho sempre avuto difficoltà ad accettare di partecipare a mostre delle donne, sulle donne o sulla creatività al femminile, perché le ho sempre ritenute ghettizzanti e forse anche un po’ offensive. Intanto perché il “genere” (maschile-femminile) è una dimensione primaria che dichiara, anche in arte, una differenza a priori, e là dove queste esibizioni parrebbero rappresentare un impegno, in realtà sottolineano l'evidenza, e con essa una sottile marginalità. Oltre a ciò vi è il  presupposto che la propria identità -  e il rendere pubblica la propria parola, lettera o opera artistica legandola ad essa - possa vivere solo all'interno di una atmosfera omogenea e ad hoc, perché non abbastanza matura per nuotare altrove e più lontano.

Ogni volta che leggo di...

Il circolo del femminile

Ricordo benissimo le riunioni delle “donne” del collettivo femminista di mia madre… che era assolutamente variegato dal punto di vista sociale, religioso o di provenienza. Lei partecipava entusiasta perché raccontava a queste signore del Circolo di Via Osoppo a Milano cose che non aveva mai detto a nessuno. Produssero infine una serie di “quaderni” in cui si erano cambiate il nome per non...

La brutalità dei fatti

Accostarsi all’opera di Francis Bacon, grande artista inglese del Dopoguerra che condivise la scena artistica londinese con Lucien Freud, non è mai facile. Il suo lavoro resiste ad ogni definizione, e non a caso per lui la pittura ha la capacità di “agire direttamente sul sistema nervoso centrale” in una sorta di corto circuito in cui la mente smette di ragionare, non interpreta più e risponde in modo emotivo.

Serie A, B, C...

A proposito di arte contemporanea, sono incappata in una delle tante polemiche che imperversano sul web e nelle mailing list degli addetti ai lavori, tutti ormai un po’ âgées (i giovani artisti e i giovani critici, per disinteresse o per prudenza, non partecipano a tali dibattiti). I nomi dei protagonisti della polemica non importano, tanto le due trincee sedicenti avversarie sono le stesse da decenni.

Il primo fronte sostiene che il successo in arte è il risultato di una...

Passerelle

Qualche tempo fa sono state trasmesse online alcune delle passerelle più particolari della settimana della moda. Mi ha colpito soprattutto la Maison Dior, che ha assoldato Peter Doigh, uno degli artisti più apprezzati della Young British Art (anche se ormai sono oltre lo "young" ) per ispirare la nuova collezione. Doigh è un artista che apprezzo, è un pittore piuttosto...

Il confuso risveglio dei Belli Addormentati

Stiamo vivendo una strana fase di questa crisi pandemica: il difficile e lentissimo ritorno alla normalità. Non che le incognite e le paure si siano dissolte, anzi. Vedo comportamenti piuttosto irrazionali, soprattutto da parte dei giovani: l’anno vissuto, o meglio trascorso tra le pareti domestiche li ha privati di una sana  joie de vivre, facendoli inconsapevolmente regredire nell’infantilismo e in una pigrizia indolente, da Belli Addormentati. La loro unica finestra sul mondo è...