Il Cameo


“IDEA”: La trimestrale e le pulizie di Pasqua

Questa è la prima “trimestrale” di IDEA. Con stupore, e piacere, prendo atto che, dopo tre mesi, la marcia di IDEA prosegue, mite e sorridente com’è nella sua natura.

Soprattutto, la configurazione di IDEA si completa nelle sue articolazioni più nascoste al crescere dei dibattiti che seguono alle presentazioni nel Grand Tour. Al Politecnico di Torino (Guido Saracco) a Piacenza (Giacomo Marazzi) a Belluno (Tita del Canton) all’Università di Firenze, Facoltà di Economia (Andrea Paci) sono stati tutti successi di presenze e di interesse, specie per l’alta presenza di giovani e il dibattito che ne è seguito. Un paio d’ore trascorse simpaticamente insieme nella riflessione e in un’atmosfera di mitezza consapevole e responsabile, che sta diventando sempre più la cifra di IDEA. Parliamo di cose che né la stampa né la tv tratta perché tutte proiettate al futuro.

Presentazioni che avvengono prevalentemente con due modalità, una “in presenza”, stile convegno, con platee culturalmente variegate, un’altra in “streaming” (piccoli gruppi organizzano questi incontri, e hanno platee sia variegate sia specialistiche).

A grande richiesta, ne è nata una terza, per me molto interessante per i feed-back che ricavo dal dibattito che ne segue. Avvengono “in presenza”, con però un “padrone di casa” (si tengono in abitazioni o in strutture private) con partecipanti (10-30 persone), spesso omogenei in termini culturali. Ne cito alcune già avvenute: 1 piccoli imprenditori dell’agricoltura e dell’artigianato; 2 vertici di società di consulenza e di comunicazione; 3 banchieri e avvocati d’affari; 4 membri di una corrente di un partito politico; 5 vertici di un giornale; 6 gruppi di amici dalle comuni professioni; 7 giovani, studenti universitari e no. L’organizzazione è tutta loro, tutti hanno letto il Libretto (allegato a Zafferano 280), tutti sono lettori del Cameo, quindi la presentazione-dibattito è molto produttiva: via via ci riconosciamo nello stesso linguaggio, mite e diretto.

In ogni versione della presentazione, seguo il criterio di rispondere fino a che ci sono domande (caso limite Belluno tre ore di domande) ovvero fissando successivi appuntamenti telefonici privati. Lo stupore è grande, perché IDEA, in un mondo iper politicizzato, dominato da scontri politici, economici, culturali molto aggressivi su tutto, al punto da diventare ridicoli, si va a collocare in un territorio altro, sconosciuto ai più, quello della mitezza consapevole e responsabile. E lo fa, casualmente (in IDEA non c’è mai nulla di pianificato!) in un anno, il 2025, ove un’infinità di nodi, politici, economici, culturali, stanno venendo al pettine Questi stanno imbarazzando, e non poco, le due Cupole (Patriziato e Plebe) nelle quali l’Occidente si sta progressivamente spaccando e forse diversamente ricomponendo. Con un alto tasso di smog culturale, sempre più imbarazzante per la sua somiglianza con la caldera di Pozzuoli che borbotta, sobbolle, è pronta ad esplodere.

E questo scontro sotterraneo interessa, culturalmente anche “IDEA”, perché i modelli organizzativi sono in parte condizionati dallo scenario di riferimento esterno, presente e prospettico. Da tempo stiamo lavorando ad uno “scenario” di lungo periodo che dovrebbe essere quello che caratterizzerà il XXI° secolo. Allo stato attuale, tale scenario si sta allontanando sempre più da quello dell’Impero d’Occidente, dominante nel XX° secolo, al quale Patriziato e Plebe erano, e sono, per motivi diversi, ancora ferocemente legati.

A un quarto del percorso, IDEA assume quei connotati culturali che stanno alla base delle cosiddette “Pulizie di Pasqua”, nota modalità di origine ebraica, che simboleggia il passaggio dall’inattività della stagione invernale al ridestarsi della vita in primavera. Ben vengano allora le pulizie (radicali) della casa, l’eliminazione di ogni traccia di lieviti, quindi di polvere, una riorganizzazione degli spazi, l’abbandono di tutto ciò che è superfluo, una vera e propria purificazione delle nostre case, ma anche dei nostri corpi, soprattutto delle nostre menti e … dell’anima. Chi vuole può farsi una scorpacciata di metafore!

A fine anno, al termine del Grand Tour, e dei relativi dibattiti, grazie a tutti i feed-back ricevuti, faremo una sintesi, che si articolerà in diversi spunti di riflessione e poi di documenti.

Torniamo al presente. IDEA appartiene a un mondo culturale lontano dall’attuale, tutto basato, com’è, esclusivamente sullo scontro ideologico fra due Cupole che stanno avviluppandosi in un ridicolo estremismo, assolutamente fuori dal dibattito sul nostro modello organizzativo. Chi studia i modelli organizzativi è preferibile che sia un “apòta” in politica e un laico nel pensiero, indisponibile a qualsiasi forma di confronto con culture convinte di possedere, solo loro, la verità.

IDEA lo dice alto e forte, non possiede alcuna verità, con modestia infinita intende proporre un modello organizzativo molto semplificato rispetto agli attuali, modello ispirato a quello su tre livelli della Chiesa Cattolica dei primi secoli, che si estrinseca, in estrema sintesi, nella declinazione (diversa) di sette parole chiave. Con uno slogan-sogno, da pronunciarsi sempre a bassa voce: “Con IDEA forse ce la si puoi fare”.

In primis delega, qua declinata nella sua versione estrema (modello “anestesista”) con le sue ovvie ancelle selezione e formazione, allo scopo di creare, modificare, rafforzare la leadership. Quindi, e siamo alla quinta parola chiave, controllo, che verrà delegata in larga misura, e in modo molto innovativo, a IA. Mentre la sesta “Tabernacolo” la stiamo scarnificando, delineandone i confini, ripensandone addirittura la denominazione. La settima, Armonia, rappresenta l’obiettivo finale e alto del modello organizzativo, essendo legato alla natura, alla terra, a uno stile di vita mite, consapevole, responsabile, ricco di umanità, che sta alla base della filosofia organizzativa concepita da “IDEA” per il XXI secolo.

Tutto qua. Prosit!

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Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.