Le foglie dell’albero non sembrano tali, appaiono invece di primo acchito delle bollicine d’acqua, sembra infatti pur sulla sedia, sommerso in un fondale marino. E’ una fotografia in bianco e nero, un autoritratto, davvero particolare. L’artista era allora studente al Black Mountain College, nel Nord Carolina, allievo di Josef Albers ( uno dei fondatori del Bauhaus) , assieme a John Cage, che là ideò una delle sue più celebri composizioni “4.33” e Merce Cunningham, che avrebbero poi rivoluzionato la storia della musica, della danza e anche dell’arte.
Questa innovativa impronta stilistica e interdisciplinare, fece della scuola uno dei centri più attivi di un nuovo sistema di produzione artistica, all’interno del quale, agli steccati disciplinari andavano sostituendosi la forza prorompente dell’idea e del gesto artistico, che rispondevano unicamente alla propria visione libera da steccati e barriere. Più tardi il movimento fu definito New Dada, tenendo presente il lavoro e la rivoluzione artistica di Marcel Duchamp, immigrato negli Usa nel 1942. Per Rauschenberg l’oggetto quotidiano che trasmigra nell’arte, ed è enfatizzato nei Combine Paintings degli anni ’50, è un’ironica drammatizzazione del quotidiano: superando il concetto di ready-made, l’oggetto viene infatti inserito nella pittura e si fa materia scultorea, in uno scenario di innumerevoli combinazioni possibili, tra pittura e scultura, senza soluzione di continuità.
I quadri di quell’epoca sono potenti, accolgono negli assemblaggi oggetti ordinari e di recupero, all’interno di una pittura gestuale di grande pathos, e divenendo in qualche modo tracce della vita nel suo fluire incerto e casuale, lontano da categorie prestabilite. L’arte non deve fare altro che aprirsi a tutte le infinite possibilità della vita, eludendone la distanza. E così, sperimentando diverse tecniche e differenti supporti, Rauschenberg include opere molto diverse tra loro: alcune vengono appese al muro, altre stanno in piedi da sole e i materiali adoperati cambiano di opera in opera. Raccogliendo oggetti per strada, Rauschenberg riesce a dare una nuova vita agli oggetti scartati dalla società: da una parte elevandoli allo status di opere d’arte, dall’altra utilizzando il loro effetto di straniamento e sorpresa. Nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita, Milano, durante il Miart, gli rende omaggio con numerosi eventi che ruotano intorno alla sua figura, con la collaborazione della Robert Rauschenberg Foundation, di New York.