Verso un’IA distribuita?
Nel mio libro Alleati digitali ho immaginato un’IA personale, vicina all’utente, capace di conoscere i suoi dati senza consegnarli a una grande piattaforma. Ma c’è un’obiezione legittima a quest’approccio: se spostiamo una parte dell’intelligenza artificiale dai data centre alle case, agli studi professionale, alle scuole e alle PMI, non rischiamo di spostare anche i consumi energetici verso reti elettriche ancora alimentate in parte da fonti fossili?
