Camus ha sintetizzato nell’avvocato Clemence i nostri attuali padroni

Da produttore di scenari (artigianali) quale sono, mi pare di percepire da parte di noi cittadini comuni una certa stanchezza. Sia chiaro, nulla più di alcuni segnali deboli, con però un segnale forte. I fallimenti politico economici in successione delle élite occidentali stanno ricreando le condizioni per un ritorno del mondo diviso in due: i ricchi e i poveri, Padroni (e cortigiani) versus Plebe.

Non più destra vs. sinistra ma poveri vs. ricchi

Tutto è relativo. In Giappone, nella provincia di Shinshu, esistono due villaggi, uno di fronte all’altro, allocati però sui due versanti della valle. Si chiamano, entrambi, “Il villaggio di fronte”, perché tutti e due ricavano la loro identità, un’identità volutamente senza nome, dalla certezza di non essere l’altro.

Il Rinascimento perduto del CEO capitalism

Intervista al Signor CEO (3)

RR

La ringrazio di aver accettato di rispondere a una domanda per noi giornalisti italiani molto importante. Mi rendo conto che, per uno del suo livello, al vertice del “Club dei Legami”, ove c’è la crème de la crème delle lobby finanziarie cancel-woke euroamericane, può essere imbarazzante affrontare il tema della morte di Satnam Singh, e di tutto quello che c’è dietro. Per noi italiani perbene è stato un pugno nello stomaco!

Il signor Ceo era presente sia a Borgo Egnazia sia al Bürgenstock

Intervista al Signor CEO (2) 

RR 

Non si arrabbi ma da fonti certe ci risulta che lei abbia partecipato alla “Conferenza con vista sulla Pace”, come l’hanno definita i giornali svizzeri, che si è tenuta al Bürgenstock, il resort di proprietà qatarina (sic!) che domina Lucerna e il Lago dei Quattro Cantoni. Una conferenza di pace dove però erano assenti Vladimir, Jinping, Narendra. Vuole parlarcene?

Quando il sangue e l’inchiostro si incontrano e producono un mondo rosso-nero

È un periodo in cui passo le giornate a leggere, a riflettere, a mettermi ogni x ore alcune gocce di colliri vari, per curare un occhio da poco operato, ad attendere che il sole scenda oltre la Rocca, e che Lilli, tornata bambina, si addormenti.

Finalmente è buio, la luna e le stelle sono in ritardo, il silenzio è definitivo, ora posso scrivere, con i ritmi e il linguaggio del gonzo journalism che da tanti anni mi fa compagnia.

Propongo uno scoop: vita, morte e miracoli del superbonus 110%

Diceva Albert Camus che i principi vanno tenuti in serbo solo per le grandi occasioni. Ci fu una stagione in cui eravamo pieni di scoop, i giovani giornalisti sognavano di diventare il Robert Redford di “Tutti gli uomini del Presidente”. Solo dopo scoprimmo che lo scoop era stato, in realtà, una banale copiatura di informazioni avute da... 

Eravamo Ospizio Europa già 13 anni fa

L’amico chirurgo-oculista Giuseppe Maria Demarie mi ha sostituito lo stanco cristallino originale con uno “artificiale” e consiglia un po’ di riposo. Ma il Cameo incombe, sabato deve uscire, comunque. Affidarsi alla “Ai”? No! Mai un Cameo “artificiale” a mia firma. Che fare? In archivio ho trovato un Cameo del 2011 (sotto virgolettato) che, sostituiti nomi ed episodi, sembra scritto ora. Lo copio.

Il quotidiano ha ancora un futuro? Dipende

Giorni fa ho fatto un intervento a un corso di master in giornalismo, dedicato a giovani futuri giornalisti. Dovevo raccontare la mia vita, non com’è stato per Una Storia Operaia 1934-2022, ma in un’ottica più limitata: com’ero arrivato all’editoria, quindi al giornalismo. Poiché una delle regole auree del giornalismo è “come del maiale e del tonno non si butta via nulla …”, ho ricuperato la lezione tenuta a braccio sabato scorso, trasformandola in un Cameo.