Quando il patriziato europeo prenderà atto che il suo modello 7-25-50 è fallito?

In un Cameo di una quindicina d’anni fa, usando la modalità “scenarista”, scrissi, senza uno straccio di prova: “La strategia del Patriziato europeo è quella di impoverire la classe media e sedare quella povera, pur di mantenere la configurazione 7-25-50” . Allora l’Europa rappresentava il 7% (oggi credo meno del 5%) della popolazione mondiale, produceva il 25% del PIL (oggi temo che anche questo numeretto si sarà fortemente contratto) e consumava il 50% del welfare globale (sic!).

Noi come la Roma del III secolo. In attesa dei barbari

Questo Cameo-divertissement è stato scritto di getto, senza seguire la tecnica del gonzo journalism insegnatami in un dopocena a Washington – era un martedì del 1982, nevicava - da quel genio della letteratura e del giornalismo che è stato Hunter S. Thompson. Per me fu maestro di scrittura e di vita, seppur per una sola sera.

Dopo otto mesi di una presidenza piena di colpi di scena, lunedì 13 ottobre 2025, è stata la prima “giornata particolare” di Donald Trump, ma è stata anche un punto fermo della dottrina politica americana. 

Il primo chiostro di "Idea" è sardo

Una settimana dopo l’ufficializzazione di IDEA si è tenuto a Genova, organizzato da un giovane imprenditore sardo, Pierpaolo Melis, il primo Chiostro* di approfondimento e di meditazione su questo innovativo modello organizzativo (innocente) caratterizzato da sette parole chiave (delega, selezione, formazione, leadership, controllo, tabernacolo, armonia) declinate in modo non convenzionale.

Entusiasmante che sia stato un giovane imprenditore a voler organizzare il primo Chiostro. Durante il Grand Tour fra l’Italia e la Svizzera italiana mi aveva molto colpito che dei duemila coinvolti, in presenza o in streaming, oltre il 60% fossero giovani, e che negli approfondimenti si dimostrassero molto più interessati rispetto alle generazioni precedenti, entrati anzitempo nella “dimensione difesa”, tipica dei comportamenti organizzativi degli adulti.

“IDEA XXI secolo” Un modello organizzativo innocente

Per lanciare ufficialmente “IDEA XXI SECOLO” avevo pensato a una grande conferenza stampa, oppure chiedere ospitalità ai tanti amici che fanno i parlamentari alla Camera o al Senato, ovvero tornare al Politecnico di Torino o alla Scuola di Economia e Management dell’Università di Firenze. Qua ho vissuto uno dei momenti più esaltanti della mia vita: parlare di IDEA per due ore piene di fronte a diverse centinaia di studenti e a una decina di professori senza che nessuno di loro sentisse il bisogno di alzarsi, usare lo smartphone ed io di prendere fiato, consultare appunti (che oltretutto non avevo, sfidando l’età).

Prima che scoppi la guerra civile diamoci una calmata!

Il tragico assassinio di un influencer politico americano, sconosciuto in Europa e nel mondo, ha aggiunto un di più al clima di odio assoluto e reciproco fra i due spicchi dell’arancia meccanica americana. (Un suggerimento: digitate “arancia meccanica, significato profondo” e Google AI Overview vi spiegherà, in dettaglio, la mia metafora). Invece, la stessa non è stata ancora educata alla seconda parte della metafora che supera la divisione dei cittadini americani fra democratici e repubblicani, fra destra radicale e sinistra radicale, concentrandosi nelle due imbarazzanti culture che ne stanno prendendo il posto.

"Una gabbia andò in cerca di un uccello”: parlare di corruzione con un giovane magistrato

A cavallo di Ferragosto è venuto a trovarmi un giovane magistrato, figlio di un’amica cara. Voleva conoscere il mondo vissuto da un ultranovantenne come me, sopravvissuto agli osceni mondi del fascismo, del comunismo, del cosmopolitismo patrizio, con un pensiero libero e indipendente. Le due versioni patrizie del cosmopolitismo stanno battagliando, da sempre, sul tema giustizia, in quanto i primi sono convinti che i magistrati non siano per nulla indipendenti, ma siano parte integrante dei secondi.

il "finto" silenzio delle vacanze patrizie

Il bello dei novant’anni è che non devi più sottostare al rito delle vacanze, sei finalmente un uomo libero, puoi chiamare lavoro le vacanze e viceversa, nessuno può criticarti.

Per Lilli e per me le vacanze, per una decina d’anni della nostra giovinezza genitoriale (dei piccoli Luca e Fabio) le praticammo con le modalità all’epoca riservate al popolo: si andava con la Seicento a Follonica, affittando, per quindici giorni, una camera nell’alloggio del macellaio locale. 

Introduzione a "Guerra, il pozzo nero dell'umanità"

Alla guerra devo tutto, nel male e nel bene.

Nell’arco di due mesi, nella primavera del 1944, due bombe americane mi cambiarono la vita, per sempre.

La prima, a Torino, distrusse la nostra casa (popolare) fermandosi al piano terra; noi tre salvi, ma trasformati in topi domestici.