Tra le musiche dedicate al vino e alla vendemmia, questa è una delle pagine più festose e trascinanti.
Composto nel 1899, il brano segue il ciclo dell’anno attraverso quattro quadri e, arrivato alla stagione del raccolto, Glazunov affida alla musica il compito di trasformare la vendemmia in un rito dionisiaco. È il momento in cui l’autunno lascia i campi e la celebrazione del raccolto avviene attraverso una danza che acquista rapidamente energia.
Compositore e direttore d’orchestra, Glazunov fu tra i protagonisti della musica russa tra Ottocento e Novecento, distinguendosi per la raffinatezza della scrittura orchestrale e l’eleganza melodica. L’orchestrazione è infatti uno dei punti di forza del Baccanale: ottoni e percussioni - e non manca il tamburello - sottolineano gli slanci più festosi, gli archi incalzano con figurazioni rapide mentre i legni aggiungono lampi di colore.
Il compositore alterna passi orchestrali pieni a passaggi più leggeri, in un continuo gioco di tensione e rilascio; una frenesia musicale che tra riprese e accelerazioni si avvia alla brillante coda finale nella quale l’orchestra concentra tutta l’energia accumulata.
E quando il Baccanale si chiude, lascia dietro di sé il ritmo di una festa che sembra poter continuare oltre l’ultima battuta. Una festa che possiamo ancora ascoltare qui.
