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Ed Sheeran a Boston

A Boston non ci facciamo mancare niente: dopo il dramma per il lungo processo a Lindsay Clancy finito in un nulla di fatto, ora siamo tutti a litigare del prossimo concerto di Ed Sheeran allo stadio, che potrebbe saltare o riservare altre sorprese. Particolarmente sentito in casa mia, dove figlia e mamma s’erano prese i biglietti già un anno fa, ed ora vogliono che io vada in sostituzione della giovane, che rinuncia.

Io nemmeno conosco le canzoni di questo strimpellante, tantomeno mi piace, ed invece mi toccheranno ore di coda e patimenti uditori: cosa non si fa per la famiglia. L’oggetto del contendere è semplice: in una delle tappe precedenti, il cantante che scalda la platea, tale Macklemore, ha pensato di arringare gli spettatori al grido di “Palestina Libera”, spiegando che dobbiamo osteggiare la politica del governo israeliano, non il suo popolo e men che meno gli ebrei.

Detto inter nos, nulla di stravolgente. Ma Robert Kraft, ricchissimo proprietario dell’omonima azienda e dello stadio di Boston, famoso per le cristalline doti morali da puttaniere amico di Epstein, dice che al suo stadio queste cose non si potranno sentire, e vieta al cantante di salire sul palco. È casa sua, può decidere liberamente chi si esibisce e chi no, ed a questo punto scoppia un altro dramma: tutti gli altri artisti a contorno dello Sheeran decidono di abbandonare il concerto in solidarietà col Macklemore. È probabile che Ed esca sul palco da solo con la chitarra ed i mille mila altoparlanti scassa timpani: vedremo. Buonanima di Dolly Parton, come tanti altri artisti con due granelli di sale in zucca, ha suonato e cantato tutta una vita concentrandosi solo sulla musica, lasciando fuori dagli stadi politica, religione ed amenità non rilevanti ai suoi spettacoli.

Pure Ed Sheeran di solito evita di parlare d’altro, ma in questa occasione s’è incasinato nel giustificare l’uscita di scena del suo amico Macklemore, ed i fan si sono ribellati. Kraft ha ragione nel dire che nel suo stadio lui decide chi sale sul palco, e che non si applica il diritto alla libertà d’espressione sancito per i luoghi pubblici. Anche Macklemore ha ragione nel dire che il suo “Palestina Libera” è espressione legittima ed è quindi vittima di censura da parte del padrone: solo Sheeran ha torto, ignavo in purezza. Se il concerto fosse domani, sicuramente vedremmo molti manifestanti che insultano chi va a vedere il concerto, altri avversari urlare al contrario, paciosi poliziottoni in mezzo ai due schieramenti armati di ciambella ipercalorica, e decine di poliziotti atletici in tenuta antisommossa pronti ad asfaltare chiunque venga alle mani.

Adesso resta il dubbio: cosa succederà da qui a fine mese, quando si terrà questo benedetto concerto? Da Irlanda e Regno Unito arriva un consiglio chiaro per Ed Sheeran: cancella tutto, torna a casa Lessie, e dimenticati questa figuraccia americana. Qui a Boston Kraft mostra segni di incertezza: io dono miliardi per i bambini della regione, ma non credete che sia un bombarolo, ma siamo tutti fratelli, tutti assieme per il bene del Medio Oriente. Forse non si aspettava le tantissime richieste di andare a rimestolare il suo passato con Epstein, di boicottare i suoi prodotti ed il suo stadio. In generale gode di un’ottima opinione pubblica, in quanto patron della squadra locale di football, i New England Patriots campioni per tanti anni, ed è sempre generoso nelle donazioni a malati e meno fortunati.

Ma questa sua censura nei confronti di Macklemore sta incidendo sul suo status da idolo cittadino: è chiaro che non si aspettava la reazione viscerale di decine di migliaia di bostoniani. Io intanto mi alleno, corro per esser pronto alla fuga, parcheggerò in modo tattico per scappare alla svelta, ed ho proprio voglia di vedere come andrà questo concerto, rovinato per ignavia in purezza.

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

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