Il titolo scelto quest’anno è “Harmonia”, termine dal forte valore simbolico visto che, come rimarca la stessa Scappucci citando il mito greco, “la dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite - divinità della guerra e dell’amore”.
Oltre sessanta gli appuntamenti che attraversano e mescolano epoche e linguaggi musicali. L’inaugurazione è un omaggio a Benjamin Britten nel cinquantenario della scomparsa con il monumentale War Requiem, una scelta potente che porta subito al centro il tema del festival: il capolavoro pacifista di Britten infatti, composto per la ricostruzione della cattedrale di Coventry dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, racconta di guerra e lutto ma mette in evidenza il desiderio di riconciliazione.
Tra le tante proposte in cartellone spicca l’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven, ciclo biennale affidato al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala; una scelta che già guarda al 2027 (anno del bicentenario della morte del genio di Bonn) e che invita a seguire la straordinaria varietà del pensiero cameristico beethoveniano, dalle opere giovanili ai quartetti tardi.
Accanto alla grande tradizione trovano spazio altri generi musicali e la memoria cinematografica con l’omaggio a Ennio Morricone, progetto molto gradito al pubblico visto che l’appuntamento torinese ha richiesto una seconda replica, facendo registrare un doppio sold out alla serata in programma.
Significativo è anche il concerto che vede Speranza Scappucci alla guida dell’orchestra formata dai migliori studenti dei Conservatori di Torino e Milano - insieme al Coro Maghini e a solisti di esperienza internazionale - con lo Stabat Mater di Rossini. Qui Harmonia assume un significato concreto: mettere in relazione formazione e professione, giovani interpreti e grandi repertori trasformando il concerto in un’esperienza condivisa fra le due sedi del festival.
A vent’anni dalla nascita del progetto comune di Torino e Milano, MiTo riafferma così la propria vocazione: proporre musica come linguaggio trasversale non riservato a pochi e unire idealmente il pubblico delle due città: la stessa musica, una sola Harmonia.
