Musica in parole


Un giretto in slitta a Carnevale

Il musicista Leopold Mozart, padre di Wolfgang Amadeus, partecipava attivamente alla vita mondana della sua epoca e prediligeva le feste di Carnevale, come confermato dalle cronache e dalla corrispondenza che lo riguarda.

Nell’Austria del XVIII secolo le settimane precedenti la Quaresima erano piene di festeggiamenti in cui maschere e sfilate si intrecciavano con musica e teatro. Leopold Mozart, violinista di corte, pedagogo rigoroso e uomo di vasta cultura ne era molto attratto; non va dimenticato che tali eventi erano ritenuti utili per le relazioni pubbliche.

Durante i viaggi della famiglia in Italia, nelle lettere di papà Mozart risaltano le atmosfere carnascialesche del nostro Paese che in quel periodo storico occupava una posizione centrale nel panorama musicale e culturale europeo.

Leopold descrive bene l’importanza del Carnevale: non semplice contesto festaiolo, ma momento privilegiato in cui l’attività musicale s’intensificava. Sfilate e travestimenti ma anche teatri aperti con opere nuove, concerti pubblici e privati che si susseguivano senza sosta; tutte occasioni per presentare il figlio, enfant prodige della musica, e quindi ottenere per lui riconoscimenti e commissioni.

Compositore versatile, Leopold ha lasciato musiche dal carattere gioioso e anche dal sapore carnevalesco come “Viaggio musicale in slitta” (“Die musikalische Schlittenfahrt”), divertimento presentato nel 1756 in occasione del Carnevale di Augusta (lo potete ascoltare qui).

Il brano anticipa in modo sorprendente la musica a programma, cioè pagine musicali che raccontano una storia o descrivono una scena. In questo caso Leopold Mozart accompagna l’ascoltatore in un viaggio invernale su una slitta, svago molto popolare nel periodo del Carnevale austriaco.

Attraverso l’orchestra il compositore evoca il tintinnio dei campanelli, il ritmo cadenzato degli zoccoli dei cavalli mentre figurazioni rapide degli archi suggeriscono il freddo pungente e la velocità del viaggio; non mancano le frenate e le soste.

Un vero racconto sonoro che in più di un momento strappa un sorriso all’ascoltatore.


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Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
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