La partnership intende dare la possibilità agli appassionati di scoprire brani musicali in modo più efficace utilizzando e potenziando NVIDIA Music Flamingo, modello di IA audio avanzato. La collaborazione unisce così la ricerca di NVIDIA nel campo dell’audio e del machine learning con il catalogo Universal, composto da milioni di registrazioni di epoche e generi musicali diversi.
Una delle parole chiave dell’accordo è “IA responsabile” e Sir Lucian Grainge, CEO di UMG ha dichiarato: “Non vediamo l’ora di collaborare a stretto contatto con NVIDIA per orientare il potenziale di trasformazione senza precedenti dell’intelligenza artificiale al servizio degli artisti e dei loro fan, mentre lavoriamo insieme per stabilire nuovi standard di innovazione nel settore, proteggendo e rispettando al contempo il diritto d’autore e la creatività umana”.
Il responsabile NVIDIA per i media, Richard Kerris è sulla stessa lunghezza d’onda: “Stiamo entrando in un’era in cui un catalogo musicale può essere esplorato come un universo intelligente: conversazionale, contestuale e realmente interattivo”.
Non sono mancate le reazioni all’annuncio e la partnership sta provocando discussioni nel settore, tra chi loda l’approccio “responsabile” e chi esprime cautela soprattutto rispetto al tema dei diritti d’autore. Resta per ora anche un po’ il timore del cosiddetto “AI slop”, quella massa di contenuti musicali di bassa qualità prodotti in serie dall’intelligenza artificiale e rovesciati sulle piattaforme di streaming.
Una nuova era dell’IA per la musica? L’accordo apre senza dubbio a nuove modalità di scoperta ma si attende la verifica sull’efficacia del progetto e sulla protezione di musicisti e autori.
