Il nutrito programma salisburghese comprende la prima e l’ultima composizione orchestrale mozartiana.
La Sinfonia K 16 n. 1 è stata scritta da Wolfgang bambino a Londra, tappa del “grand tour” che con la famiglia stava compiendo in Europa. All’età di otto anni, nella capitale londinese il piccolo Mozart entrò in contatto con importanti compositori, in particolare J. Christian Bach che influenzò profondamente il suo stile iniziale.
La sinfonia ha un’orchestrazione semplice ma efficace (due oboi, due corni e archi); rivela già una notevole padronanza della forma sinfonica ed è testimonianza iniziale dello straordinario percorso del grande Maestro. Un percorso che dette vita a una vastissima produzione in breve tempo perché, ricordiamolo, Mozart morì a soli 35 anni lasciando incompiuta la sua ultima composizione, il Requiem in re minore K. 626 per soli, coro e orchestra.
Opera celeberrima e affascinante, il Requiem è avvolto da un’aura di mistero che ha contribuito a renderlo leggendario. Nel 1791, pochi mesi prima di morire, Mozart ricevette una commissione anonima per una Messa da Requiem; in realtà, il committente era il conte Franz von Walsegg, che intendeva far eseguire l’opera in memoria della moglie ma presentandola come propria composizione. Mozart, in grande difficoltà economica, pur provato da problemi di salute lavorò al Requiem con intensità. Alla sua morte (il 5 dicembre 1791) però solo alcune parti del Requiem erano complete, altre erano abbozzate e altre mancanti. Per consentire alla vedova Constanze Mozart di ricevere il compenso pattuito, l’opera fu completata da Franz X. Süssmayr (e altri nella cerchia di allievi e collaboratori di Mozart) basandosi su appunti del Maestro.
La parte più celebre del Requiem è senza dubbio la sezione del “Lacrimosa”: quelle prime otto battute scritte da Mozart, note sospese tra la vita e la morte di struggente carica emotiva. Le potete ascoltare qui, con la direzione di Leonard Bernstein.
“Lux æterna” è quest’anno il motto della settimana mozartiana di Salisburgo per, spiega il direttore del festival Rolando Villazón, “festeggiare la luce eterna di Mozart".
