Libertà d’espressione, di manifestazione e di portare le armi per salvarsi dalle milizie sono valori molto sentiti a prescindere dallo schieramento politico, oltre che scritti a chiare lettere nelle nostre leggi.
Chiunque può stare su un marciapiede, una piazza, e dire, insultare, far vedere qualsiasi cartello che vuole. Farlo con una pistola o un fucile a tracolla è imprudente, ed in alcuni stati illegale, ed è quindi rarissimo vedere manifestanti armati. Sui media partigiani alcune zucche vuote vogliono farci credere che ci sia chissà quale regia malefica, organizzazione terrorista o Impero del Male, dietro a questi milioni di americani urlanti. Non è un caso che appena qualcuno venga ferito, o peggio che mai ucciso, dai sodali dell’amministrazione in carica piovano insulti: ci dicono che l’infermiere era un assassino, che la giovane mamma era una terrorista, che quei ragazzi attrezzati di casco e maschere anti-gas sono sovversivi. Screditare chi la pensa e la dice diversamente da te andrebbe relegato all’asilo, magari alle elementari, ma in seguito andrebbe punito severamente. Stessa cosa per quei gruppi di violenti che si infiltrano nelle manifestazioni solo per far casino: vanno espulsi il prima possibile, non solo in America.
In campo repubblicano questo conflitto sui modi ed errori dell’ICE sta scuotendo molti, a cominciare dagli strenui difensori del diritto di manifestare liberamente, per finire con quelli che non sentono ragioni sulle armi: secondo loro ognuno di noi dev’esser libero di comprarsi il fucile, il mitra che vuole, e portarselo a spasso. Sono quindi tantissimi i partecipanti repubblicani alle manifestazioni, specie reduci delle forze armate e della polizia, e non e’ un caso che in alcune votazioni, dove i repubblicani dominavano incontrastati, adesso si ribaltano i risultati.
Ma allora, c’è o non c’è una regia dietro a tutte questi cortei e sit-in? In effetti solo quattro gatti si organizzano davvero, come le gattare di Free America Walk-out, che hanno in media 71 anni e ci tengono a farsi vedere come gruppo molto chic. La maggioranza delle manifestazioni nasce in modo autonomo, tra i compagni e genitori del liceo, tra quelli che frequentano la parrocchia, o il supermercato di quartiere. Sei li in fila col carrello, attacchi bottone, scopri che tra due ore danno caffè e ciambelle all’incrocio, e se pensi che la causa valga il freddo artico vai anche te, altrimenti auguri.
Oltre al popolo che si organizza, poi ci sono i ricconi, dagli attori di Hollywood ai miliardari come Neville Singham, che è stato chiamato a deporre al Congresso viste le sue ingenti donazioni da Shanghai, dove risiede. Quando vedi un bonifico da $20 milioni dalla Cina per organizzare manifestazioni anti-governative in America, effettivamente qualche campanello d’allarme suona. Ed anche gli sponsor dei politici democratici mettono mano al portafoglio, perché vedono Trump in difficoltà. Il fatto che personaggi in cerca di visibilità paghino per cibarie, magliette, megafoni e maschere anti-gas, non li mette sullo stesso piano di terroristi ed Impero del Male.
Chiudiamo il weekend con il rientro del bimbetto messicano, cinque anni, che insieme al padre è stato portato da Minneapolis fin nel sud del Texas e tenuto in prigione, finche’ un giudice federale non ha messo uno stop a questa vergogna. Applausi dai passeggeri, lacrime e regali dalle hostess, i piloti se lo son preso in cabina: torna a casa da piccolo eroe, dopo un trauma che non avrebbe dovuto mai soffrire.
Queste scene e le massicce manifestazioni in tutto il paese stanno funzionando: l’ICE deve limitarsi a fare il suo mestiere e prendersela con i criminali, come da mandato elettorale che ha portato Trump alla Casa Bianca. Altrimenti, alle prossime elezioni, son guai.
