Tra gli ospiti annunciati un noto nome italiano, quello del torinese Fabrizio Bosso, affermatissimo trombettista spesso protagonista sulla scena jazzistica mondiale.
Arricchisce il festival torinese la presenza di Bill Frisell, chitarrista e compositore, autore della colonna sonora di “The Great Flood”, film documentario il cui progetto è nato nel 2012 dalla collaborazione tra il musicista Frisell e il cineasta Bill Morrison e che sarà presentato al festival con musica dal vivo.
Il Torino Jazz Festival comprende il 30 aprile che segna la Giornata Mondiale del Jazz, celebrata grazie soprattutto a Herbie Hancock: il celebre pianista e compositore jazz americano è stato la figura chiave per la creazione di questa Giornata internazionale istituita dall'UNESCO.
Il progetto mira a diffondere i valori del jazz su scala globale e proprio a questo proposito, il musicista Hancock in più occasioni ha ricordato quali siano questi valori: “Vivere il momento presente, lavorare insieme e, soprattutto, rispettare gli altri. La musica, il jazz in particolare, è un linguaggio internazionale che rappresenta la libertà per via delle sue origini: è nato dalla schiavitù… Il dialogo è parte integrante della musica e credo che le persone lo percepiscano”.
Valori che avranno modo di essere riaffermati lungo la settimana torinese di musica jazz; il titolo scelto per l’edizione 2026, “The Sound of Surprise”, richiama l’idea di un jazz capace di sorprendere, innovare e creare connessioni tra linguaggi artistici e pubblici diversi. Torino ci crede e diventa laboratorio musicale con concerti nei teatri, performance nei club, iniziative diffuse e speciali come i Jazz Blitz, che fanno arrivare la musica in luoghi non convenzionali come ospedali e spazi sociali.
Si punta a portare il jazz anche fuori dai confini classici, rendendolo accessibile ad un pubblico sempre più ampio, a dare spazio ai talenti emergenti e far sì che nei giorni del festival la musica diventi occasione di incontro.
