Eravamo a fare una piccola passeggiata a Karlovy Vary, l’antica Karlsbad, una ridente cittadina nel nord della Repubblica Ceca, sede anche dell’omonimo Festival del Cinema, quando di fronte all’Hotel Pupp, famosissimo e molto chic, vediamo questo edificio, che pare essere un teatro, in stile neoclassico. Ci avviciniamo e sulla facciata del sontuoso edificio a tre piani, vi è scritto “Kaiser Bad”: dunque non è un teatro. Incuriositi saliamo le scale per entrare, e scopriamo che si tratta di un museo, il museo della prima SPA imperiale, diventata oggi un monumento nazionale.
Una volta entrati, tutto è meraviglioso, dall’enorme sala d’ingresso, ricca di decorazioni neoclassiche, alle sculture, ai capitelli o alle volute, e poi le scalinate ampie, i soffitti altissimi, i dipinti eleganti, che fanno capire come a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento il concetto di salute e cura delle malattie attraverso bagni e fanghi fosse così piena di significato e al tempo stesso, che fosse una vera età dell’oro dell’industria europea delle SPA. E poi le sale d’attesa, femminili e maschili, ampie e riccamente adornate, dalle sete ai broccati, ma soprattutto lo spazio incredibile dell’immensa Sala Zander, un ellittico tripudio in mogano e grandi dipinti di Eduard Lebiedzki, pittore fenomenale, vicino al romanticismo: di fatto una grande “palestra” con attrezzi ginnici dell’epoca (ora non presenti ma vi sono fotografie che li mostrano) che il progetto dei famosi architetti viennesi Fellner ed Helmer resero magnificente.
Un posto davvero eccezionale, direi anche una cultura così straordinaria, ormai dimenticata, un gusto raro. A parte la bellezza, l’edificio termale offriva di fatto più di cento bagni, ma soprattutto un sistema unico di lavorazione e trasporto della torba, per la loro preparazione. In un giorno le terme, servivano quasi duemila persone. La cosa incredibile è che l’Imperatore austriaco e re ceco Francesco Giuseppe, visitò le “sue” terme solo una volta, durante una visita a Karlovy Vary nel 1904 ma non vi fece mai il bagno, benché la sua sala fosse la più riccamente decorata. Oggi queste cittadine immerse nella foresta boema, le cui fonti rimangono un rito prezioso per tutti coloro che le visitano, sono diventate patrimonio dell’UNESCO.
