uno bendato, l’amore profano e dunque cieco, l’altro con la gamba terminante in una coda di serpente, che allude alla natura lasciva e peccaminosa delle passioni da lui suscitate attraverso la fiaccola ancora accesa”.
Questa è la descrizione di un quadro di Anton Van Dyck dal titolo “Lady Venetia Digby” e della storia incredibile della nobildonna inglese da lui ritratta per conto del marito, il cui passato era non solo non nobile, ma anche un po’ peccaminoso, e dunque assai difficile da fare accettare alla famiglia. Motivo per cui Sir Kenelm Digby commissionò all’amico artista quel quadro (in tutto la ritrasse tre volte), il cui soggetto era la bella moglie, e Ben Jonson, il famoso poeta, le dedicò la raccolta in versi dal titolo “Eupheme” gioco di parole per dire “buona fama”, perché quella era l’intenzione: cancellare un passato un poco ingombrante. Vi è una versione milanese, a Palazzo Reale. Purtroppo la giovane lady fu trovata morta il 1° maggio del 1633, e fatto raro, fu ordinata un’autopsia. Il dottor Theodore de Mayerne non riscontrò altro che un “piccolo cervello”, tradotto in termini moderni come “emorragia cerebrale”. In realtà venne sospettata la morte per avvelenamento, dovuto al viper wine, un elisir di bellezza popolare all’epoca basato su una ricetta molto nota a Venezia dove pare che fuori dalle farmacie venissero esposte le vipere ancora vive per dar prova della freschezza del composto. La pozione di lingue, cuori e viscere del serpente ed altri balsami, doveva preservare la giovinezza e allontanare i primi segnali di invecchiamento, ma forse fu proprio quella a esserle fatale. Fu pure sospettato il marito, per via della passione per l’alchimia, che chiamò invece subito il pittore, per ritrarla sul letto di morte, come estremo gesto d’amore.
Questa e altre bellissime storie sono raccontate in un libro particolare, scritto a due mani da persone che apprezzo, Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi. Un libro godibilissimo, che mescola con intelligenza e leggerezza l’amore per l’arte, passata e presente, storie di vita vera, biografie degli artisti, descrizione delle opere puntuali e attente, e link di riferimento alle opere stesse. Il libro, che consiglio vivamente si intitola “Smascherati. Storie e segreti dietro ai ritratti più famosi” edito da ElectaStorie. E magari perche no, potrebbe essere una buona idea in queste feste, andare a Genova a vedere la grande mostra “Van Dyck l’europeo” appena inaugurata per celebrare il maestro di Anversa, dove potrete ammirare dal vero il “Ritratto di Lady Venetia Digby”.
