Vita d'artista


Les Poissons

Qualche giorno fa, molti di voi l’avranno letto, nella splendida villa che ospita la Fondazione Magnani Rocca, nella campagna della bassa padana, precisamente in quel di Traversetolo, Parma, in mezzo ad un giardino strepitoso e agli splendidi pavoni bianchi e colorati che girano liberi e indisturbati, altrettanto liberi ed indisturbati sono entrati i ladri che hanno rubato un quadro di Renoir, “Les poissons”, una delle rare opere dell’artista in una collezione in permanenza in Italia, ma anche un Cezanne, una “Natura morta con ciliegie”, e un’acquatinta su carta di Matisse. 

Pare che il furto si sia svolto in modo strutturato e sia durato poco più di tre minuti. In generale, i furti d’arte sono su commissione, e molti artisti anche famosi potrebbero non chiudere la porta dello studio, tanto nessun ladro tradizionale saprebbe come piazzare l’opere.

Gertrude Stein nel libro sulla vita di Picasso racconta di come fosse restato male l’artista, già celebre, quando a Parigi, durante la Seconda Guerra Mondiale, erano entrati i ladri nel suo studio e gli avevano rubato “solo” le lenzuola. Nel mio piccolo, nel vecchio studio in Ripa Ticinese hanno sfondato la porta ben due volte, rubando il fax e un obbiettivo della macchina fotografica … ben magro bottino. Fatto sta che la storia dell’arte è piena di furti, soprattutto in Italia, visto l’eccezionale patrimonio artistico. Nel 1969 a Palermo, nell’Oratorio di San Lorenzo, fu rubato anche lì sfondando la porta, un Caravaggio, “La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” e da allora non se ne ha più traccia, anche se pare che fosse stato offerto nelle trattative Stato-Mafia come merce di scambio. Sarà per questo che difficilmente ci prestano le opere per le grandi mostre?

In realtà altri grandi capolavori furono oggetto di interesse, quali la Gioconda, che fu rubata dal Louvre 1911 da un ex custode, Vincenzo Peruggia (e forse in parte deve anche a lui la sua immensa fama), che se la portò via nascondendola sotto il cappotto. Era convinto che fosse stata sottratta all’Italia da Napoleone, anche se fu lo stesso Leonardo a portarla in Francia per poi venderla al re Francesco I. Il Perruggia se la tenne per un paio d’anni, facendola anche girare per i musei nostrani, prima di essere arrestato tentando di venderla ad un antiquario di Firenze.”L’urlo” di Munch nel 1994 fu sottratto alla Galleria Nazionale di Oslo, i ladri lasciarono addirittura un bigliettino con su scritto “Grazie mille per la scarsa sicurezza”. Nello stesso anno alla Kunsthalle Schirn di Francoforte vennero rubati due opere di William Turner e una di Caspar David Friedrich, il genio del Romanticismo, i ladri pur arrestati non diedero indicazioni utili per il ritrovamento dei dipinti. Infine i quadri tornarono dopo una mediazione di centinaia di migliaia di euro. “L’arte è un furto”, come diceva Picasso.


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