Il Cameo


Al potere solo presidenti cartonati

Quando andai a vivere - e lavorare - a Londra, l’amico Peter Quaglia, uomo di raffinata intelligenza e dall’impeccabile pronuncia, pari solo a quella dei mezzobusti della BBC di allora, responsabile della Comunicazione mondiale (140 Paesi) di New Holland, per farmi entrare nel mondo dell’alto management inglese mi dette lezioni di inglesità.

Quello del business e del management inglese era un mondo adiacente a quello della Corona. Pensate, regalando un trattore alla Regina contadina, Elisabetta, diventammo membri del Royal Box al campo di Polo del Castello di Windsor. Agli atti ci sono addirittura un paio di fotografie dove consegno, a fine campionato, all’allora Principe Carlo, oggi Re, il primo premio della The Queens Cup. Ero entrato in un mondo di crêpes destinate con il tempo a diventare imbarazzanti crepe etico-sociali. Però lì avevo incontrato il primo cartonato della mia lunga vita: Elisabetta.

Nel frattempo imparai, sul campo, a ragionare per scenari, decidere per contro intuizione, scrivere e parlare per metafore, ad accentuare la mia ironia di base (IDEA in purezza).

Peter aveva una raccolta infinita di aneddoti ironici di Winston Churchill. “Sei uno stupido, Primo Ministro” gli urlò in strada un cittadino. La Polizia lo arrestò. Il giorno dopo ai Comuni un deputato laburista gli chiese se fosse giusto incarcerare uno per un’offesa. Churchill, serafico, rispose “Non l’hanno arrestato per avermi insultato, ma perché ha rivelato un segreto di stato!”

Intanto, via via erano morti tutti i leader andati al potere dopo la Seconda Guerra mondiale. Gli inglesi avevano coniato la locuzione power behind the Throne. Definire costoro Presidenti cartonati, e studiarli come tali, mi parve un’ovvietà: lo erano tutti, all’Ovest come all’Est, e tutti facevano riferimento ai tre cartonati a capo dei Tre Imperi. Oggi Xi Jinping, Donald Trump, Vladimir Putin.

Tutti e tre avevano sia il physique du rôle sia capacità di comunicazione imperiali. Si odiavano, ma si sorreggevano a vicenda, erano al contempo prigionieri e secondini di un modello politico-culturale che, a parole, li rifiutava, ma che non poteva sopravvivere senza di loro. Un Club Epstein della politica depravata, anziché del sesso depravato.

Curioso cosa è avvenuto in Iran The Donald doveva iniziare la guerra il giorno e l’ora che quelli dietro al Trono avevano deciso, soprattutto l’avrebbe dovuta chiudere, cantando vittoria, quando il protocollo l’avrebbe imposto. Quando fra alcuni decenni saranno disponibili i dati ufficiali per gli storici, sapremo che si sarà trattato della prima guerra condotta da una joint venture privata costituita da alcune loro aziende digitali, padrone del sistema nervoso che ha guidato l’intera operazione. Le prove generali le avevano già fatte in Venezuela, applicando le tecniche dei videogiochi, mentre qua la Guida Suprema, e l’intero Stato Maggiore, vengono uccisi nella loro privata sala riunioni. Tutti, e in pochi minuti.

Questa volta però non succede quello che l’algoritmo aveva programmato: la Rivolta del Popolo ! Passano i giorni e nessuno scende in piazza. Ohibò, che succede? Un terribile sospetto mi assale. E se i giovani andati in piazza non fossero i poveri, i derelitti, che i media occidentali ci avevano venduto, ma semplicemente i figli e i nipoti dell’establishment al potere che si ispirano al noto format occidentale OWS (Occupy Wall Street)?

Di colpo, riavvolgendo il nastro della memoria, ricordai che in effetti tutti i casi precedenti, dal nostro mitico Sessantotto alle primavere arabe a quelle dei paesi ex comunisti (Maidan compresa) in piazza c’erano sempre e solo i giovani patrizi travestiti da popolo, di pasoliniana memoria. Risultato? America & Israele in Iran hanno fallito, perché hanno speso cifre mostruose semplicemente per ringiovanire la leadership teologico-pasdarana.

Se così fosse noi editori e giornalisti dediti all’informazione dobbiamo liberarci della confusione ideologica che ci rende orbi e lavorare sul concetto di cartonati : lì c’è il futuro del giornalismo.

Studiando il modello organizzativo IDEA applicato alla politica politicante, si evince, ad esempio, la necessità di separare le leadership concepite per prendere i voti (cartonati di primo livello) dalle leadership per gestire il governo del Paese (cartonati di secondo livello). Riflettete gente...

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