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Ami e Newton, novità importanti

Negli ultimi giorni il palcoscenico dell’Intelligenza Artificiale ha visto susseguirsi vari fenomeni, dalla raccolta di oltre $1 miliardo per l’Advanced Model Intelligence di Yann LeCun, alla sceneggiata di Dario Amodei per dirci che il suo ultimo modello Mythos è troppo pericoloso per noi miseri umani, alla Società Americana di Chimica che ha presentato Newton, un agente specializzato nella ricerca scientifica. 

Oggi entriamo nel merito del primo e del terzo, perché il secondo è banale fumo negli occhi, inutile.

Yann LeCun è un grande del’intelligenza artificiale, meritevole di aver convito Zucky a dare Llama in (quasi) open source, oltre che autore di ricerche importanti su molti filoni del campo. Capofila tra gli scettici dell’importanza data finora ai large language model, sottolinea che non sono per nulla intelligenti, ma solo ottimi calcolatori probabilistici configurati per dirvi quel che volete sentire. Prima ancora, fu LeCun a sviluppare la visione artificiale ai livelli attuali: in pratica è uno che ne capisce davvero.

Advanced Model Intelligence (AMI) nasce sulla premessa che gli LLM sono sul binario morto, e sulla considerazione che il bimbo di quattro anni ha già memorizzato l’equivalente di tutto l’internet, che la nostra zucca non ha problemi ad avere in memoria un petabyte di dati, nonostante consumi come una lampadina da 20W.

La settimana scorsa vi ho scritto dei chip biologici, che a differenza di quelli elettronici non ragionano solo in termini di 0 ed 1, ma con 50 sfumature di grigio, in modo tridimensionale, un milione di volte più efficienti di quelli tradizionali. Anche LeCun punta su questa differenza: il mondo 2D dei testi e delle immagini è solo una piccola porzione di quanto percepiamo coi nostri sensi, di quanto sentiamo, vediamo, tocchiamo, ed in ultima battuta comprendiamo. Gli LLM invece non capiscono, sono appunto un esempio di ranocchio elettronico, e non comprendono che se rovesci un bicchiere, spargerai acqua tutto attorno.

AMI è quindi il tentativo di costruire modelli del mondo reale, che invece di prevedere la prossima parola come fa ChatGPT, deducono il prossimo stato di un ambiente fisico: se rovescio il bicchiere, spargo l’acqua, se metto la mano sul fuoco, mi scotto. Sembra banale, ma un grandissimo passo avanti rispetto ad oggi. Il bimbo che colpisce bene la biglia in spiaggia, non ha studiato tutti i libri di fisica del mondo: ha semplicemente tirato quelle tre o quattro volte sufficienti per intuire come dimensione e peso della biglia interagiscono con la compattezza ed umidità della sabbia. Nessun sistema di equazioni differenziali ha aiutato il pupo, che le imparerà solo molti anni più tardi all’università, e solo se proprio gli piacciono le biglie cum equazioni.

È presto per dire se AMI avrà successo, ma la guida di LeCun ed il miliardo di dollari in tasca sono un buon viatico: io sicuramente faccio il tifo per loro.

Passiamo al CAS (Chemical Abstracts Services), uno uno dei dipartimenti della Società Americana di Chimica, che nei giorni scorsi ha presentato Newton, agente AI che ha lo scopo di limitare i dati usati in ricerca a quelli seri ed affidabili, spazzando via l’immondizia dell’internet. L’ho raccomandato più volte: ChatGPT e compagni hanno imparato la qualunque su internet, ed essendo motori probabilistici, avendo sia verità sia falsità nella propria zucca elettronica, è ovvio che possano tirar fuori una serie di panzane, peggiorate dal fatto che vogliono dirvi quel che volete. Ecco quindi una serie di precedenti legali inventati di sana pianta, autori mai esistiti, diagnosi sbagliate che neanche una matricola di medicina.

Newton invece ha imparato solo ed esclusivamente su 150 anni di pubblicazioni accademiche, provate e testate nel tempo, ed al contrario di un LLM, questo è un vero e proprio agente IA, che sa fare ricerca. Se gli fate una domanda sulle batterie a stato solido, lui in autonomia esegue una ricerca incrociata di tutti i brevetti, va a leggersi i database dei componenti chimici, e vi suggerisce quali combinazioni di materiali abbiano la miglior probabilità di passare i 1.000 cicli di carica/scarica. In pratica, su questa specifica domanda, è come avere un dottorando che ti aiuta. Non chiedetegli cos’è meglio visitare a Firenze o come fare le lasagne migliori, ma sulle batterie, spacca.

Nei primi test con Newton, il 75% degli scienziati e ricercatori in carne ed ossa hanno considerato le risposte di Newton affidabili e solide, al pari di quelle di un bravo studente o aiuto laboratorio. Sperando di farvi cosa gradita, cliccate qui e mettetelo alla prova. Buon divertimento.

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