Tecnosofia


L’età della cura aumentata: lavorare, vivere, assistere con l’IA

Noi 30-70enni nella fase più intensa della nostra vita e da oggi i miei editoriali parleranno di questo. Produciamo valore economico, cresciamo figli in un mercato del lavoro instabile e accompagniamo genitori che vivono più a lungo ma con fragilità crescenti. 

In questo equilibrio complesso, le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale possono diventare strumenti per lavorare meglio, vivere meglio e avere tempo e strumenti per prenderci cura degli altri.

Negli Stati Uniti circa il 12% dei lavoratori utilizza l’IA ogni giorno e quasi un quarto almeno alcune volte alla settimana, soprattutto nei settori tecnologia, finanza e servizi professionali. In attività come scrittura, analisi dati o programmazione, studi sperimentali mostrano incrementi di produttività anche del 15%, con miglioramenti nella qualità media dell’output. Secondo McKinsey, l’adozione estesa di sistemi intelligenti potrebbe generare fino a 2.900 miliardi di dollari di valore economico annuo entro il 2030.

Sul piano personale, i dispositivi indossabili e le app di monitoraggio stanno cambiando il rapporto con la salute. Centinaia di milioni di wearable attivi nel mondo raccolgono dati su sonno, frequenza cardiaca, ossigenazione e attività fisica in tempo reale, favorendo prevenzione e consapevolezza, per intervenire prima che stress e burnout abbiamo la meglio.

Il contributo della tecnologia è ancora più evidente nella cura familiare. Per i figli, piattaforme educative adattive e assistenti digitali personalizzati possono supportare l’apprendimento, suggerire percorsi coerenti con le competenze emergenti e accompagnare la costruzione di profili professionali flessibili. In un mercato del lavoro in trasformazione, strumenti capaci di aggiornarsi continuamente rappresentano un vantaggio competitivo.

Per i genitori anziani, la telemedicina e il monitoraggio remoto stanno diventando centrali. Il mercato globale dell’intelligenza artificiale in sanità, valutato circa 39 miliardi di dollari nel 2025, è previsto superare i 1.000 miliardi entro il 2034, con tassi di crescita superiori al 40% annuo. I sistemi di remote patient monitoring, stimati intorno ai 2 miliardi di dollari nel 2024, analizzano dati provenienti da sensori domestici e wearable, attivando allarmi automatici in caso di anomalie. Il mercato dei robot di servizio medico ha superato i 20 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe oltrepassare i 50 miliardi entro il 2030.

Geograficamente, Nord America e Asia guidano l’innovazione e la diffusione di IA e robotica, mentre l’Europa investe nell’integrazione digitale dei sistemi sanitari e nello sviluppo di competenze. Tuttavia, la distribuzione resta disomogenea e rischia di ampliare i divari tra territori e fasce sociali.

La posta in gioco è chiara. Se ben governate, queste tecnologie possono aiutarci a generare impatto economico senza sacrificare la salute, a sostenere i figli in un futuro incerto e a garantire assistenza dignitosa agli anziani non autosufficienti. Possono offrire presenza digitale quando la presenza fisica non è possibile e restituire tempo alla relazione.

Perché questo accada occorre investire in accessibilità, interoperabilità e competenze, evitando che l’innovazione resti concentrata in poche mani o riservata a chi può permettersela. La tecnologia non deve sostituire la cura, ma amplificarla. Solo così potrà diventare una leva per vivere meglio, non soltanto per lavorare di più.


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In questo numero hanno scritto:

Umberto Pietro Benini (Verona): salesiano, insegnante di diritto e di economia, ricercatore di verità
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.