Sotto le FAANG stavano altre aziende famose, da Salesforce a LinkedIN e tanti altri ancora, che risparmiavano sul calcetto e sulla frutta fresca, e davano uno stipendio inferiore, sapendo di aver gente brava ma non bravissima.
Questa gerarchia digitale è stata stravolta dall’arrivo dell’intelligenza artificiale, che alcuni puristi hanno rifiutato, mentre altri hanno preso alla bersagliera, cercando di aumentare rapidamente le linee di codice consegnate a fine giornata. S’è diffuso il termine di “vibe coding” (programmazione a sensazione) proprio per indicare un utilizzo sperimentale e sfrenato dei nuovi LLM, mentre lo sviluppatore imparava i nuovi strumenti. Fin da subito abbiamo visto che la qualità del software prodotto è scesa, più che altro per un fenomeno di inflazionamento e sovrascrittura. Fuor di metafora, ricordate quando la maestra ci sgridava per aver scritto dei doppioni; il ranocchio incorre nello stesso errore: ripete quando non serve.
Oltre ai licenziamenti teatrali di FAANG e cortigiane, che per giustificare investimenti spropositati in IA in assenza di veri ritorni economici, lasciano a casa decine di migliaia di softwaristi, molti hanno deciso di prendere il destino nelle proprie mani e fare da soli, grazie al livello di automazione che ti consente di sviluppare in quasi totale autonomia. Qui stiamo parlando dei veri geek, quei ragazzi spesso nello spettro che rifuggono il contatto umano, ti chiedono (mi è capitato spesso) di esser lasciati soli di fronte al loro monitor, e non dover interagire con altri bipedi inferiori. Intimamente sperano di diventare il nuovo Musk, statisticamente una manciata fa molto bene ed il 99,78% finisce per picchiettare su una tastiera per tutta la vita.
Questi ragazzi oggi si fanno chiamare “cracked engineer” (ingegnere rotto), per indicare un programmatore che usa benissimo l’IA, produce codice come non ci fosse un domani, lavora dalle 12 alle 16 ore al giorno sei giorni la settimana, e non ha vita sociale. Inutile dire che Elon viene osannato come un Santo in questa comunità, che incoraggia i liceali a saltare l’università per produrre codice quanto prima, a tagliare le squadre lasciando solo pochissimi eccellenti, a ricercare di continuo soluzioni nuove a problemi già risolti, ad ingurgitare qualsiasi sostanza ti tenga vigile e performante tutte le ore del giorno, a portare una start-up da $0 a $100 milioni di fatturato in un anno.
Puntualmente cerco di aiutare questo o quel ragazzo che sta perdendo la bussola, che non si rende conto che la salute si rovina rapidamente a questi ritmi, che la vita a differenza di un videogioco non ha il game over. Ed ogni volta mi stupisco di come persone intelligenti non vedano il problema di concorrere in una corsa al massacro, come quei tanti film distopici dove resta un solo vincitore. Ho già avuto un capo che ha fumato troppo e non s’è per nulla goduto i suoi milioni di euro, senza pensare a Steve Jobs che di milioni ne aveva proprio tanti e non se li è portati appresso.
Le speranza è che questa moda sia temporanea, la certezza è che Darwin farà comunque in modo che non si riproducano in massa, quindi ne usciremo migliori comunque.
