Il primo del 1971 fu un semplice simposio europeo sul management, quello odierno è strutturato in oltre 200 sessioni tematiche! Quest’anno sono stati presenti oltre 400 leader politici di alto livello, inclusi 60 capi di Stato e di Governo (persino Donald Trump, non dimentichiamolo mai, è pur sempre uno del Patriziato più bieco) e 850 CEO di aziende di tutto il mondo. C’erano tutti i Titani della Tecnologia e di IA. Garantire la sola sicurezza esterna costa alla Svizzera 10 milioni di Franchi al giorno. Partecipare ti certifica come colto, non partecipare come ignorante, andartene durante interventi non graditi dall’organizzazione ti garantisce un bonus per l’anno prossimo.
Si è aperto con una tavola rotonda dal titolo “Quale 2050 vogliamo?”
Una domanda questa, rivolta alle élite più rarefatte del mondo patrizio, nelle loro infinite articolazioni politiche, economiche, culturali, non certo a un comune cittadino come me. Stante i miei anni, e l’essere uno dei pochi scenaristi su piazza, posso permettermi di rispondere in modo scanzonato: “Vorrei che Davos (e con lei il mondo) tornasse quel meraviglioso villaggio agricolo Walser, ovvero quella località climatica che curò tanti intellettuali malati di tubercolosi, ovvero quell’impeccabile stazione sciistica che è. E che i partecipanti al WEF la usassero per sciare, anziché per farsi fanciullesche seghe mentali a 1500 metri d’altitudine”.
In un anno lontano, gli organizzatori insistettero tanto finché partecipassi al WEF raccontando il New Holland Case (allora, nell’America del business godevo di una certa stima). Mi convinsi che costoro insistevano solo perché non l’avevano capito, e non immaginavano quello che avrei potuto dire, anche perché allora non avevo ancora parlato dei tabernacoli secondari.
Quei tabernacoli secondari che avrebbero smascherato tutta la fuffa del modello organizzativo 7 S in essere. (Mi chiedo: il WEF sarà mica uno dei più giganteschi tabernacoli di ostie scadute o andate a male al mondo?). Ben feci però allora a non andarci per parlare di una cosa seria come il New Holland Case a una massa di spregiudicati sognatori, che infatti si ritrovano trent’anni dopo a difendere l’indifendibile.
Ogni settimana affronto il Cameo come un compito in classe, dove da maestro assegno il titolo e da alunno lo svolgo. Da tempo, sottopongo preventivamente a IA (quella più popolare, gratuita, di Google) una successione di titoli. Di norma scelgo la risposta che mi fa capire quella non gradita. Eccoli: 1 L’inutile esercizio di guardarsi l’ombelico; 2 Il WEF e la geopolitica; 3 La prudenza è stata superata da una geopolitica muscolosa; 4 Il capitalismo delle cannoniere renderà il mondo più povero; 5 L’Ucraina scompare e la Groenlandia diventa una linea rossa. Salvo il primo, IA mi ha fatto capire che gli altri quattro andavano bene.
Ovviamente ho scelto il primo: “Inutile andare al WEF per guardarsi l’ombelico”. Mi ha spiegato IA che per i leader questa locuzione, significa concentrarsi eccessivamente su loro stessi, sui loro problemi interni ed è un’efficace critica all’autocompiacimento e all’eccessivo ripiegamento interiore.
Suggerisco, se avete voglia di buttare via centomila dollari, di andare al WEF, anche solo una volta nella vita (è la Mecca del Patriziato occidentale) partecipate a tutte le iniziative, parlate con il maggior numero dei presenti, ascoltate tutte le conferenze possibili. Il rischio? Diventare un patrizio bollito. L’opportunità? Diventare un leader certificato WEF (sul breve può essere utile).
Perché in fondo il WEF è una Certification Agency che garantisce come tu ti sia guardato l’ombelico con l’intensità giusta e per un tempo sufficiente per fare di te, forse, un giorno, o un Politico venduto, o un ignobile CEO, o un Banchiere bollito, o un inutile Presidente.
A proposito, ho trovato ridicolo, tanto è stato démodé, il discorso di 72 minuti di Donald Trump.
In un luogo ancora analogico come Davos, frequentato da leadership ormai superate dal tempo, assumendo la postura da Padrino del Mondo (gli riesce bene!) avrebbe dovuto semplicemente dire: La Groenlandia? Danesi ed Europei state sereni, al Popolo Inuit farò un’offerta che non potranno rifiutare!
