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Cartolina di Jean Baudrillard agli italiani aspiranti rivoluzionari

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Cari italiani aspiranti rivoluzionari,

lo Stato e il potere vivono su una cresta molto, molto fragile, in filigrana, per così dire, di una società traslucida, come una finzione ordita da molteplici complicità. Si lasciano rigenerare da coloro che li combattono. La classe politica si fa mettere in esame e rigenerare dai giudici.

Tutto accade come se ci fosse una strategia (il potere stesso che si mette in posizione vittimista), ma in effetti al vertice non c'è più volontà politica. C'è solo una perversione interna, una circonvoluzione interna del sistema che fa sì che non si possa più essere in posizione di oppositori. C'è quindi una pericolosa pretesa del potere a governare quando non ne ha più i mezzi né la volontà, ma c'è una pretesa ancora più subdola e pericolosa in coloro che pensano di poter invertire o sovvertire il sistema, poiché questi, pur avendone la volontà, vanno esattamente incontro alle loro intenzioni.

La cosa peggiore è oggi la mancanza di lucidità. Quando si è in trappola, si è in trappola. Inutile battersi su un terreno in cui i modelli di recupero sono i più forti, in cui si ha a che fare con la trappola a spirale di un sistema padrone del positivo come del negativo. In questo caso, non bisogna contare sulla negatività interna, bisogna contare su una soglia di massa critica, per saturazione e concentrazione, per eccesso di positività del sistema, e non è più allora il negativo ma il più positivo del positivo che produce il capovolgimento - oppure su delle singolarità, oggetti o avvenimenti perfettamente anomali, che non stanno né dentro né fuori.

È in questa torsione del sistema, nel suo riciclaggio automatico attraverso il negativo, nel suo assorbimento di tutte le disfunzioni, che sta l'essenza della corruzione e il destino funesto della democrazia.

Con i miei più cari saluti,

Jean Baudrillard

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