Not a job for hot dogs

Quando il COVID-19 sarà diventato magari 20 per diminuire fino a sperabilmente scemare, rimarranno sicuramente gli anziani trapassati senza cure o per mancanza di un possibile intervento di salvataggio.

La Casa Europa

Dice che prima o poi doveva emergere questa necessità. Non sembra né strano, né minacciante. Casomai, serve a prendere le misure di una realtà europea di cui non si parla volentieri nell’osservanza del galateo brussellese - la solita riservatezza assoluta, anche quando non serve.

Perdersi la faccia

Mi mostra il suo iPhone 11Pro Max da 1.605 euro più accessoristica scintillante e la foto che, richiamata, docilmente si mostra sullo schermo. Un passaggio pedonale affollato, un semaforo, due schermi grandi come quello di un iPad e due volti di persone, con nome, che hanno attraversato non rispettando le norme: giallo maturo? traiettoria ardita? passo lento? L’indagine dell’amica non si è spinta a capire di più: eravamo a Shangai, a giudicare dalla skyline e dai tratti dei reprobi.

So, this is the Christmas...

Già andremmo bene se chi, all’udire “Cantami o diva...” proseguisse canticchiando: “...dei pellerossa americani, le gesta erotiche di squaw pelle di luna”. Almeno per via traslata, la profonda cultura classica di Battiato ritroverebbe un brivido di vita e la citazione non andrebbe dispersa chissà come; chissà dove.

Perché partirà il negazionismo ecologico

In questa città, dove notoriamente è difficile tenersi un cecio in bocca e l’abbondanza di pettegolezzi e indisrezioni supera quella delle patate fritte by Chez Antoine, la friggitoria a pochi passi dalle sedi di Consiglio e Commissione Europea dove pure la Merkel fece la coda per gustrale, non s’è l’è filato per niente, o quasi. Nonostante qualche medium, traducendo dall’èstone un’intervista, lo avesse anticipato svariate settimane fa.

Timmermans e lo Slow Food

Per consuetudine, lui lo trovi il giovedì sul far della sera al Ginette, bar dedicato alla marca di birra col logo che assomiglia a Marylin. Si trova su Place Luxembourg, luogo dove si smerciano pettegolezzi, notizie, flirts e fotocopie e chiavette usb; e luogo fra i prediletti da lobbisti, stagisti, parlamentari, assistenti di varia natura e chiunque voglia mettere l’orecchio a terra per decodificare i brusii che moltiplicano e le mezze parole. Lì attorno hanno sede alcune fra le grandi compagnie di public-affairs, le consultancies con clienti che saldano fatture a sei cifre almeno, talora anche a sette.

Sarà pure una schifezza ma ci compete

Con quel nome, non poteva andare diversamente. Quando ti chiami Desiderius, scateni in chi legge, e di te studia e discute, una subliminale corrente sospesa fra l’onirico e la più recondita delle pulsioni. Quando poi per il fatto che viaggiavi in epoche dove muoversi era di per sé privilegio raro, stravagante e quindi straordinario, ti intitolano in virtù della tua curiosità e propensione all’empirismo, sebbene in chiave filosofica, un ampio e ambizioso programma formativo europeo... beh, davvero non poteva andare diversamente.

Uno stagista inaspettato in Commissione

E i francesi che s’incazzano e le balle ancor gli girano... sentito con le mie orecchie, il diplomatico approdato agli “esteri” in epoca mogheriniana, canticchiare allegramente al passaggio degli inviati della Rappresentanza Permanente francese dopo l’audizione del Commissario Europeo designato all’Economia Paolo Gentiloni.

Bussola per dossier che verranno

Ho convocato, la settimana dopo le europee, i miei collaboratori. Ci siamo messi in sala riunioni, abbiamo accomodato le caraffe d’acqua, i succhi, acceso la doppia nespresso da ufficio, il proiettore, collegato un paio di laptop e ci siamo messi a dipingere l’affresco dei prossimi due-tre anni di legislatura.

Il week end delle emozioni

Per un ex-giornalista come me, cresciuto nella seppure ondivaga incertezza della cronaca di metà Anni 70, è un sincero paradosso. Questo articolo, per scelta, non è stato preparato “sulla notizia”.