Uno storico della musica

Una delle tante storture – per non dire patologie – ideologiche del XX secolo, traghettatesi grossomodo sino al primo decennio del XXI (diciamo sino all’apice dell’esperienza politica berlusconiana) ha riguardato la diffusa tendenza ad attribuire la patente di “revisionista”, in senso spregiativo e con connotazione di malafede, nei confronti di chi mettesse in discussione certe nozioni riconducibili...

La mascherina al lettore e altri dettagli

Una decina di anni fa, una sera di novembre, ero a Bologna. Il Giornale mi aveva spedito lì per seguire annessi e connessi della lectio magistralis del politologo Bernard Manin, autore di Principi del governo rappresentativo, pubblicato dal Mulino. Alla cena d’onore c’era anche Romano Prodi e non so per quale caso o disguido...

Né uomini né consumatori

Giù il virus ma su le frontiere, e non per motivi sanitari. Da oggi 3 giugno i confini italiani sono teoricamente aperti in entrata e in uscita, ma grande, grandissima è la confusione sotto il cielo d'Europa (più in là non ci spingiamo).

Il colore verde

L'argomento non è dei più interessanti, spiace persino parlarne, ma è un'ulteriore occasione per mettere alla prova il proprio essere apòti e per fare un po' di amarcord da vecchi reporter. 

Ripartire dalla vergogna

La vergogna è un sentimento desueto in Italia e anche altrove. Non la si prova più, ce la si vieta, si soffoca sul nascere il minimo accenno di rossore per la propria condizione, per il proprio passato, per le proprie azioni...

L'alibi di un virus

Domenica scorsa dopo pranzo, durante una piacevole telefonata transatlantica, un mio caro amico, rimasto bloccato a New York dal lockdown, ha fatto questa osservazione: "Non ci credo - proprio non ci credo - che uno stop di 60 giorni possa far crollare un intero mondo. Se così fosse, significa solo una cosa: che anche prima era marcio dalle fondamenta".