... si rivolgono Renoir e altri pittori la ritraggono, Ravel le dedica La Valse, Proust ne traccia un ritratto nella sua Recherche.
Gabrielle deve molto a Maria, compresa la conoscenza di Igor Stravinsky e quella di tanti altri nomi illustri, amici della musicista. Non c’è dubbio che l’incontro con Misia - e la conseguente vicinanza con la musica - abbia influenzato la vita di Coco. Pare sia stata la musicista a suggerire all’amica la creazione di un profumo da firmare con il suo nome, quel “Chanel Nº 5” nato nel 1921. Sul vero perché la stilista abbia scelto il numero cinque, difficile dire con certezza; certo è che quello era l’anno della relazione di Gabrielle con Stravinsky che, proprio nella casa di Garches di lei, in quei mesi scrive per pianoforte Les cinq doigts (pezzi brevi su cinque note, semplici ma di pura poesia).
Un altro caro amico di Misia, l’impresario Sergej Djagilev, chiama Coco a realizzare i costumi del balletto Le train blue: testo di Cocteau, musica di Milhaud, sipario dipinto da Picasso. La prima esecuzione a Parigi nel 1924 fu importante pubblicità per la stilista e la sua nuova idea di moda - una rivoluzione per l’epoca - e in più i suoi abiti sportivi erano indossati non da modelli ma da ballerini, danzanti a suon di musica francese d’avanguardia. Altri artisti, come l’eccentrico musicista Satie, seguivano Misia in rue Cambon, da Coco, dove era nata quella che diventerà la sua mitica casa-bottega parigina e dove le cene tra amici avvenivano nelle sale di prova.
Quella casa è ancora oggi il quartier generale della Maison Chanel ed è lì che nel 2015 nasce Misia, il profumo Chanel creato in omaggio alla musicista. Di sicuro è anche un ricordo di quelle atmosfere parigine anteguerra, quando Misia e Coco insieme esploravano la scena musicale e “giocavano” con la moda del Novecento, mischiando in modo vincente arti e mestieri.