Fin da bambino Goodman mostrò un talento straordinario per il clarinetto e negli anni Trenta divenne il simbolo di una nuova stagione musicale destinata a segnare un’epoca: lo swing.
Negli Stati Uniti le sue esibizioni contribuirono a trasformare il jazz da fenomeno di nicchia a musica popolare di massa, capace di riempire sale da ballo, teatri e stazioni radio in tutto il Paese.
Per ricordarlo mi soffermo su quella data del 1938 e sul concerto che contribuì in modo decisivo a cambiare la percezione del jazz.
La Carnegie Hall, tempio della musica classica, sembrava un palcoscenico lontanissimo per una big band jazz ma Goodman decise di sfidare il pregiudizio e si presentò con la sua orchestra, composta da alcuni dei migliori musicisti dell’epoca. La serata fu costruita come una vera e propria panoramica sulla storia del jazz e l’evento attirò un pubblico eterogeneo: musicisti, appassionati di swing, critici e curiosi desiderosi di assistere a un esperimento senza precedenti.
Il momento più celebre arrivò verso la fine del concerto con l’esecuzione di “Sing, Sing, Sing” (brano di Louis Prima) che era già diventato uno dei cavalli di battaglia dell’orchestra. Il pubblico reagì con entusiasmo crescente, fino a esplodere in una standing ovation che sancì il trionfo della serata.
Il progetto di Goodman ottenne una legittimazione culturale che avrebbe aperto la strada alle generazioni successive.
Anche dal punto di vista sociale l’evento ebbe un valore simbolico. In un’epoca segnata dalla segregazione razziale, la presenza sullo stesso palco di musicisti bianchi e afroamericani rappresentò un importante segnale di integrazione e dialogo attraverso la musica.
La registrazione del concerto, pubblicata anni dopo con il titolo “The Famous 1938 Carnegie Hall Jazz Concert”, divenne uno dei documenti più importanti della storia del jazz. Ancora oggi viene studiata ed ascoltata come testimonianza di una serata irripetibile: la notte in cui il jazz conquistò il suo posto tra le grandi arti.
Dopo il tramonto dell’era swing, Goodman continuò ad esibirsi in tutto il mondo, dedicandosi anche alla musica classica e alla promozione del clarinetto come strumento solista.
Benny Goodman, scomparso il 13 giugno 1986, resta una figura imprescindibile nella storia del jazz. Non fu soltanto un interprete eccezionale, ma anche un innovatore capace di influenzare il costume, la cultura e le relazioni sociali del suo tempo.
Vi lascio qui qualche ricordo musicale e di immagini della memorabile notte del jazz datata 1938.
