Musica in parole


Un pianoforte per Dustin Hoffman

L’amore di Dustin Hoffman per il pianoforte affonda le radici nell’infanzia e da ragazzino ci fu un momento in cui sognò una carriera da concertista. La madre, pianista jazz, ebbe un ruolo nella sua formazione musicale incoraggiandolo quando Dustin frequentò per un periodo il Conservatorio di Los Angeles.

La passione non si è affatto affievolita nel tempo, anzi, a 88 anni il legame dell’attore con lo strumento resta forte tanto che, in una recente intervista rilasciata alla rivista People ha dichiarato: “Non riesco a guardare un pianoforte senza fare qualcosa”. Un’attrazione che si ripercuote sulla sua vita quotidiana perché non solo desidera suonare, ma anche esibirsi: “Se c’è un pianoforte nei paraggi, soprattutto se si tratta di un luogo di ritrovo per la gente, mi piace mettermi in mostra”, ha affermato.

Dustin Hoffman è ora nei cinema italiani con il film “Tuner - L’accordatore” in cui interpreta il ruolo di mentore del giovane protagonista, un accordatore di pianoforti dotato di un udito sensibilissimo.

La pellicola valorizza il mestiere dell’accordatore; Hoffman racconta di averne conosciuti molti e di aver trascorso parte delle riprese del film accanto a due professionisti del settore. Confessa di essere rimasto impressionato da uno di loro per avergli sentito dire: “Credo che ogni strumento abbia la sua anima. Ogni pianoforte è diverso”.

Il film ha molto coinvolto Dustin perché la musica e il sound design svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’atmosfera narrativa. Tra i brani rilevanti della colonna sonora spicca “Tenderly”, standard jazz che diventa il tema emotivo del film; il pezzo possiede un forte valore affettivo per Hoffman che infatti ricorda: “era la canzone preferita di mio padre. L’ho imparata a suonare per lui quando ero solo un bambino”.

Per il celebre attore si è trattato di un’esperienza recitativa ricca di significati: “un ruolo che è stato un regalo” ha detto, perché “riprendere a studiare musica per prepararmi al film mi ha fatto tornare ad essere quel ragazzino che si immaginava grande pianista”.

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