La capitale sassone dedica l’intero anno alla figura di Weber all’insegna dello “scoprire il Romanticismo”, con il programma “Discover Romanticism. Festjahr 2026”; tra giugno e agosto il celebre palcoscenico naturale del Felsenbühne Rathen ospita una nuova serie di rappresentazioni del singspiel “Il franco cacciatore” (“Der Freischütz”), composto da Weber nel 1821 e considerato la prima grande opera romantica tedesca.
La scelta di Felsenbühne Rathen non è casuale: si tratta di uno straordinario teatro naturale, uno spettacolare teatro all’aperto incastonato tra le rocce della Sassonia che pare creato appositamente per l’universo visionario del “franco cacciatore”: le foreste misteriose, le ombre delle montagne e l’atmosfera sospesa del paesaggio richiamano perfettamente il mondo romantico e inquieto immaginato da Weber.
Rappresenta bene il compositore anche un piccolo brano da lui scritto nel 1819: “Invito alla danza” (“Aufforderung zum Tanz”), uno dei brani pianistici più celebri dell’età romantica. L’opera nasce come composizione per pianoforte solo ed è uno dei primi esempi di “musica a programma”, cioè musica capace di raccontare una vicenda senza l’uso delle parole.
Il brano è costruito come un elegante valzer proponendo il quale Weber immagina una vera scena mondana: un cavaliere invita una dama a danzare, la donna inizialmente esita, poi accetta l’invito e i due iniziano il ballo. Alla fine della danza l’uomo accompagna la dama al suo posto con un ultimo inchino musicale.
Una struttura narrativa che rende la pagina un’opera innovativa per l’epoca e che ha sempre incontrato il più assoluto favore del pubblico.
La fama internazionale del brano aumentò grazie a Hector Berlioz che nel 1841 realizzò una versione orchestrale del pezzo pianistico per inserirla proprio in una rappresentazione dell’opera “Il franco cacciatore”.
Vi lascio qui il brano per pianoforte e anche la versione per orchestra, alla scoperta di Weber e del Romanticismo.
