Musica in parole


Una celebre ouverture

La gazza, uccello curioso e intelligente, si fa risentire in primavera e notare per la sue abitudini: l’attrazione per tutto ciò che luccica e l’istinto a depredare di uova e piccoli i nidi di altri volatili.

Da qui il suo appellativo che la rende nota come gazza ladra, celebrata anche dalla famosa opera lirica di Rossini intitolata appunto “La gazza ladra”, melodramma che fin dalla prima rappresentazione (1817, Teatro alla Scala) si impose come un trionfo, conquistando poi i principali teatri europei.

Il libretto racconta la storia della giovane serva Ninetta accusata ingiustamente di furto. Solo alla fine si scopre la vera colpevole, cioè una gazza che alcuni oggetti di valore e luccicanti aveva sottratto e portato nel suo nido.

Il pubblico rimase subito affascinato dalla capacità di Rossini di alternare con facilità ed efficacia momenti di tensione drammatica e passaggi più leggeri e brillanti.

Una delle parti più celebri dell’opera è senza dubbio la sua Ouverture, riconoscibile dal rullo di tamburo iniziale. Il ruolo delle percussioni è preminente e cattura l’attenzione dell’ascoltatore poi il pezzo prosegue con una struttura tipicamente rossiniana, basata su contrasti netti. Dopo l’introduzione solenne la musica si sviluppa in sezioni caratterizzate da melodie eleganti, ritmi vivaci e un uso sapiente del crescendo.

Questo brano è divenuto famoso riuscendo subito ad essere una pagina amatissima anche al di fuori del contesto teatrale. L’Ouverture è infatti ancora oggi eseguita spesso autonomamente in concerti sinfonici, dalle bande militari ed è stata impiegata al cinema e in televisione.

Un capolavoro senza tempo anche per la sua capacità di rispecchiare in pieno il carattere semiserio dell’opera, la cui storia ruota intorno alla furba - e ladra - gazza, che pare prendersi gioco di tutti.

Vi lascio qui l’Ouverture rossiniana eseguita dall’Orchestra del Teatro alla Fenice di Venezia, diretta da Daniel Harding.

© Riproduzione riservata.
Zafferano

Zafferano è un settimanale on line.

Se ti abboni ogni sabato riceverai Zafferano via mail.
L'abbonamento è gratuito (e lo sarà sempre).

In questo numero hanno scritto:

Umberto Pietro Benini (Verona): salesiano, insegnante di diritto e di economia, ricercatore di verità
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Giulio Paci (Pistoia): scrittore, poeta, saggista. Laureato In Scienze Filosofiche.
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.