Il libretto racconta la storia della giovane serva Ninetta accusata ingiustamente di furto. Solo alla fine si scopre la vera colpevole, cioè una gazza che alcuni oggetti di valore e luccicanti aveva sottratto e portato nel suo nido.
Il pubblico rimase subito affascinato dalla capacità di Rossini di alternare con facilità ed efficacia momenti di tensione drammatica e passaggi più leggeri e brillanti.
Una delle parti più celebri dell’opera è senza dubbio la sua Ouverture, riconoscibile dal rullo di tamburo iniziale. Il ruolo delle percussioni è preminente e cattura l’attenzione dell’ascoltatore poi il pezzo prosegue con una struttura tipicamente rossiniana, basata su contrasti netti. Dopo l’introduzione solenne la musica si sviluppa in sezioni caratterizzate da melodie eleganti, ritmi vivaci e un uso sapiente del crescendo.
Questo brano è divenuto famoso riuscendo subito ad essere una pagina amatissima anche al di fuori del contesto teatrale. L’Ouverture è infatti ancora oggi eseguita spesso autonomamente in concerti sinfonici, dalle bande militari ed è stata impiegata al cinema e in televisione.
Un capolavoro senza tempo anche per la sua capacità di rispecchiare in pieno il carattere semiserio dell’opera, la cui storia ruota intorno alla furba - e ladra - gazza, che pare prendersi gioco di tutti.
Vi lascio qui l’Ouverture rossiniana eseguita dall’Orchestra del Teatro alla Fenice di Venezia, diretta da Daniel Harding.
