Non hanno solo una funzione estetica ma anche narrativa. In molte produzioni moderne i registi reinterpretano le opere ambientandole in epoche diverse e il lavoro del costumista diventa decisivo: un’opera ottocentesca può essere trasportata nel presente attraverso abiti contemporanei, con il compito di mantenere intatto il significato del melodramma.
Occasione rara è la grande vendita di costumi e accessori di scena organizzata dall’Opéra de Paris in questi giorni di fine maggio: un evento che permetterà di acquistare pezzi provenienti da celebri produzioni liriche e balletti degli ultimi anni.
L’Opéra di Parigi possiede uno dei più importanti patrimoni sartoriali teatrali d’Europa e quest’iniziativa rappresenta non solo un appuntamento per collezionisti e professionisti del settore ma anche un modo originale per avvicinare il grande pubblico all’artigianato teatrale e alla storia dell’opera.
Nel panorama europeo alcuni costumisti sono diventati veri punti di riferimento storici ed artistici; per restare all’ambito parigino non si può non menzionare almeno Léon Bakst e Marcel Escoffier e vanno ricordati i cosiddetti nomi “di confine” tra alta moda e opera lirica tra cui stilisti quali Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld e soprattutto Christian Lacroix.
Anche l’Italia vanta una straordinaria tradizione costumistica lirica, probabilmente la più importante del Novecento, con figure come Piero Tosi e Milena Canonero (per citarne solo un paio) cui aggiungere celebri stilisti quali Giorgio Armani, Valentino, Gianni Versace. Anche Gae Aulenti ha firmato costumi e scene per un’opera di Domenico Cimarosa.
A questa eccellenza appartengono realtà storiche di grande tradizione sartoriale; per l’Italia alcuni esempi sono la romana Tirelli Costumi, Casa d’Arte Fiore (riferimento dell’Arena di Verona) e l’Atelier Devalle di Torino.
La creazione di un costume operistico richiede competenze artigianali eccezionali: ricami a mano, tinture speciali, materiali innovativi e la capacità di adattare ogni abito alle esigenze sceniche e vocali degli interpreti. Perché un costume, oltre a essere bello, deve anche essere pratico e funzionale in scena.
Il costumista partecipa così alla creazione di un’arte totale in cui musica, recitazione, scenografia e costumi collaborano per creare emozione.
