Nel suo caso gli studi l’hanno portato a sviluppare una filosofia di prodotto che possa mappare, prevedere e quindi contenere vari tipi di aggressione, ed ha avuto un notevole successo grazie anche alla collaborazione con le lobby americane della difesa ed ebraica.
Prodotti come Gotham o Foundry identificano anomalie comportamentali da una miriade di dati, ed usano la teoria sociologica dell’aggressività per predire problemi. Funzionano così bene che negli anni sono stati adottati da eserciti, polizie, aziende ed organizzazioni di ogni genere, ed i risultati spaziano, dallo scoprire hacker aziendali, ad individuare il bambino palestinese da bombardare prima che si trasformi in terrorista. Occorre notare che Karp ribalta la nozione della Scuola di Francoforte, che vedeva i sistemi di tracciamento e controllo come minaccia alienante per il popolo, e ce la spaccia come una protezione necessaria a garantire la nostra sopravvivenza. Quando totalitarismo e digitale si uniscono, siamo a posto: ogni volta che un’azienda, un potente o un politico ci vogliono proteggere, siamo fritti.
Karp fa dell’aggressività il suo tratto caratteriale distintivo, che ora ha pensato bene di puntare contro Anthropic ed OpenAI, sputando nei piatti in cui ha mangiato a lungo per vendere la sua tecnologia. Come ho scritto nei numeri precedenti, una quota sempre maggiore del mercato s’è finalmente svegliata al fatto che i modelli IA aperti cinesi costano un decimo di quelli americani, con performance ragionevolmente allineate, ed ora anche i federali americani vogliono utilizzare sistemi aperti, andando contro gli interessi delle multinazionali americane. NVIDIA ha preso la palla al balzo, offrendo API ed il suo modello aperto Nemotron, che dalle GPU consentano di usare la tecnologia cinese, ed ovviamente Palantir si butta come il cacio sui macheroni, per proteggerci dalle nefaste influenze cinesi.
Anthropic ed OpenAI insistono nel dire che non usano mai i dati dei clienti per allenare i propri modelli, ma ricorda quelle promesse da Gatto e la Volpe già viste in passato, e la loro capacità di intercettare qualsiasi utente e bloccare l’uso di questo o quel modello dimostra che hanno pieno controllo dei dati del cliente.
Palantir sta quindi lanciando un nuovo servizio per cui copia tutti i dati che un’azienda usa in tutte le sue applicazioni, e fa in modo che i vari ChatGPT e Claude non possano imparare nulla da quei dati proprietari. Con il nuovo Evolve orchestra diversi compiti di intelligenza artificiale, indirizzandoli verso un modello invece che un altro per ottimizzare i costi, ed evitando che Anthropic ed OpenAI possano capire cosa e come succede.
Jensen Huang sponsorizza l’attacco di Karp, dicendoci che è la soluzione giusta per combinare modelli aperti e proprietari a vantaggio delle aziende clienti, e non delle aziende produttrici di modelli. Lo dice pro domo sua ovviamente, perché ad oggi Nemotron non regge la concorrenza né dei modelli proprietari americani, né di quelli aperti cinesi, quindi gli serve che Palantir crei una patina di diffidenza verso tutto quanto proviene dalla Cina, a cominciare dai nuovi server concorrenziali con quelli di NVIDIA.
Nei prossimi mesi vedremo se la nuova strategia di Karp riesce a togliere Palantir dai guai in cui si è cacciata con prodotti che vanno ben oltre la protezione di innocenti. L’idea di dargli in mano tutti i dati aziendali, in modo che lui ci protegga dai cattivissimi cinesi, rischia di essere una fregatura. Vediamo anche come rispondono i cinesi: potrebbero aprire ulteriormente i loro modelli, a livello Linux per intenderci, e così facendo ridimensionare il cultore dell’aggressività.
