L'America


Inverno 2018-19

Quest’ inverno ha fatto freddo. Sul serio. Un freddo cane. Ha nevicato a Las Vegas. A Los Angeles, la temperatura non ha raggiunto i 70 gradi (21 centigradi) nel mese di febbraio, per la prima volta da quando l’uomo bianco vi portò il termometro.

In certi giorni, faceva più freddo a Chicago che al polo nord. Il nordest, tra Boston, New York, e Washington? Un pantano gelato. Ghiaccio negli aranceti della Florida e della California. A casa mia (California centrale), sei settimane senza sole, durante le quali è caduto mezzo metro di pioggia. E pare non finisca mai.

Ma forse più interessante e’ un’articolo del NewYork Times, “How the Weather Gets Weaponized in Climate Change Messaging” Ecco come si “bellicizza” il tempo nel dibattito sul cambiamento del clima. (Prima pagina del 1 Marzo 2019). Scrivendo, con sorrisetto en canaille, gli autori progressisti dicono ai lettori progressisti di stare pur tranquilli quando gli si domanda come l’ inesorabile marcia del “global warming,”  riscaldamento globale, abbia prodotto quest’ inverno artico, e gli altri due precedenti, subartici. Tutti sanno, vero, che non si deve confondere tempo con clima? Nessuno aveva mai detto che il global warming avrebbe bandito la neve. Lascia Trump, e i suoi seguaci asini, ridere come vogliono. Ma il nostro e’ il sorriso di quelli che la sanno più lunga. Purtroppo, durante le ondate di caldo estive, dopo uragani, tornados, ecc., anche alcuni fra di noi confonde il tempo con il clima. Ma quando i nostri, attribuiscono avvenimenti meteorologici insoliti al Climate Change/Global Warming non hanno tutti i torti. Fatto e’ che negli ultimi anni vari ricercatori hanno inventato algoritmi che finalmente collegano certi avvenimenti meteorologici con gli algoritmi di previsioni climatiche. Questi algoritmi e modelli matematici sono la realtà. Il resto non conta.

Dunque, gli algoritmi della classe dominate americana la isolano dalla realtà, come le doppie finestre isolano le case russe dal freddo.

© Riproduzione riservata.
Zafferano

Zafferano è un settimanale on line.

Se ti abboni ogni sabato riceverai Zafferano via mail.
L'abbonamento è gratuito (e lo sarà sempre).

In questo numero hanno scritto:

Daniele Agostinetto (Saccol di Valdobbiadene): vignaiolo
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica, scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Tommy Cappellini (Lugano): lavora nella “cultura”, soffre di acufene, ama la foresta russa
Dario Casubolo (Torino): commercialista e revisore legale, nonostante tutto
Angelo Codevilla (California): professor emeritus, viticoltore, tifoso di Tex Willer
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale
Marinella Doriguzzi Bozzo (Torino): da manager di multinazionali allo scrivere per igiene mentale
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Marco Sampognaro (Brescia): giornalista prestato all’Università, specializzato in inseguimento sogni
Roberto Zangrandi (Bruxelles): lobbista