Mentre Gatto Sam e Volpe Dario continuano il can-can del potenziale distruttivo dell’IA per convincerci che solo loro possono guidarci in questa valle di lacrime digitali, è opportuno guardare alla vera crescita degli attacchi cyer fatti con il ranocchio cattivo. È ovvio a tutti che l’instancabilità e velocità dell’intelligenza artificiale sovvertono le economie di scala di attacchi che prima convenivano solo contro obiettivi importanti.
Prima dell’IA bastava restare aggiornati alle ultime versioni di firewall, patch sul router ed antivirus, non farsi fregare dal principe nigeriano che ti offriva l’eredità miliardaria in cambio della password del tuo conto in banca, e mediamente stavi tranquillo. Questo perché gli hacker umani sono pochi, la maggiorparte degli attacchi richiedono ore, e far tutta sta fatica per due euro non valeva la pena. Questa barriera economica è saltata: oggi un agente si mette lì a provare tutte le password dell’universo anche solo per vedere i tuoi amici privati sui social media, perché poi passa le informazioni ad un altro agente, quasi gratis, che continua ad attaccarti 24 ore al giorno.
Avrete letto del Primo Ministro giapponese che s’è messo a starnazzare sull’attacco al PHP e sull’importanza di riparare web server ed applicazioni impattate: è sicuramente la prima volta che capita, che un PM denunci attacchi cyber come fosse un operatore di call center indiano. Come mai? Semplicemente perché il numero e la complessità degli attacchi che stanno arrivando dal ranocchio elettronico sono veramenet notevoli e difficili, sia da evitare, sia da mitigare. Nel Regno Unito han pensato male di aggiungere “HaStatoPutin” agli attacchi cyber per spaventare il popolo e prepararlo a giorni di sofferenza e buio, una condizione pericolosamente vicina alla guerra, che tanto bene giustifica sprecare altri miliardi in armi e nelle tasche dei soliti noti. Ricordate, occorrono sempre quattro palate di senso critico per interpretare questi allarmi correttamente, nonostante coinvolgano nomi famosi come Amazon, Microsoft ed anche la vostra banca.
Ma rimanendo obiettivi, cosa possiamo fare per difenderci dal ranocchio digitale? Pensiamo per metafore: prima avevamo pochi ladri e quindi quasi nessuno era interessato ad entrare in una casa adeguatamente protetta, mentre ora abbiamo milioni di agenti criminali. Se prima non servivano difese sofisticate, adesso servono, perché dove prima serviva un hacker capace, oggi basta un ranocchio qualsiasi. Pensate che con tre righe di istruzione un agente IA s’è intrufolato da solo nei siti internet di oltre 100 aziende e rubato dati a man bassa: l’hacker bipede ci avrebbe messo settimane e complici, il ranocchietto ha fatto da sé, facendo per tre, in pochi giorni.
Se volete una carriera nel cyber, questo è veramente un buon momento: governi, aziende pubbliche e private, tutti stanno correndo ad assumere difensori digitali, sviluppando ovviamente altri ranocchi che facciano i bravi, si spera. Tornando al punto: cosa fare in pratica? Innanzitutto siate più prudenti di prima, ed evitate di navigare siti sconosciuti, restando su quelli più importanti che vengono protetti di continuo da squadre di professionisti. In secondo luogo, siate disciplinati nell’aggiornare tutto quanto avete di elettronico attorno: dal cellulare, al computer, al browser, alla telecamera, televisione, frigorifero, e quant’altro sia connesso ad internet.
Ricordatevi che le nuove TV vi monitorano senza dirvelo: forse non siete in grado di cambiare la configurazione e bloccare queste funzionalità da soli, ma è il momento di farvi dare una mano dal vicino ed bloccare tutto quanto sia flusso di dati da voi all’esterno, perché esso è la strada principale per entrarvi in casa. Non vi sognate di installare software da siti sconosciuti, da pop-up sui social media, come da sempre non accettate caramelle da uno sconosciuto: se prima il rischio era minimo, adesso quello di prendersi un malanno è concreto. Cancellate anche le app che non usate, e verificate che non siano connesse a vostra insaputa. Da ultimo, proteggete con attenzione il vostro conto in banca, carte di debito e credito. Insistete di parlare sempre con una persona che conoscete personalmente, con cui potete scambiare informazioni che nessun’altro saprebbe, per assicurarvi che siano proprio loro, perché il ranocchio elettronico riesce a riprodurre la voce in modo molto credibile.
