Ragazzi che si sono accollati debiti per studiare, altri che lavorano 16 ore al giorno senza riuscire a mettere risparmi da parte, e che guardano con invidia quanto fecero genitori e meglio ancora nonni. Vale la pena protestare? Sorprendentemente, i giovani stanno rivalutando la figura di Nixon, e pure di Trump, come mai? Molti americani chiedono incuriositi cosa stia capitando in Europa, se sia ancora prudente andare a Parigi, Madrid, Roma, le mete preferite per le nostre feste natalizie, dove atterriamo come Unni tra i viottoli secolari per far incetta di paccottaglia, baguette, chorizo ed aceto balsamico falso. Adesso punge vaghezza che i giovani americani e quelli europei abbiano lo stesso problema, l’ascensore sociale che non si muove, il carovita ti strozza, l’appartamento mignon condiviso comincia a dar claustrofobia. Ora di ghigliottina?
Trump ha buon gioco a giustificare le violenze in Europa con l’immigrazione incontrollata, pro domo sua ovviamente: deve giustificare l’arresto dei bimbi messicani al posto dei veri criminali. Ma dice anche una cosa giusta: quell’immigrato arrivato a raccoglier pomodori a $2-4/ora, in Europa come in Florida o Texas, ha reso ricche le poche multinazionali dell’alimentare e della grossa distribuzione, ma impoverito tutti gli altri lavoratori, senza eccezione. Non dobbiamo fermarci al ragazzino americano che prima prendeva $6-8/ora per la raccolta che ora rende molto meno, ma seguirlo e vedere che lui va a “rubare” il prossimo lavoro, che prima pagava $10-12, ed improvvisamente il 50% in meno.
E questa catena al ribasso prosegue fino al neurochirurgo, che prima prendeva $6-700/ora, adesso $3-400. Che sia giunto il momento di rivalutare il colonialismo? I giovani americani sono ancora lontani da questa iperbole, ma stanno rivedendo con occhio sempre più critico il liberismo che ci arriva da Reagan fino ad Obama, e molto più benevolmente l’isolazionismo di Nixon che ci arriva fino alle sanzioni di Trump. Per adesso non vediamo ancora le scene di violenza, incendi e tafferugli che si vedono in Europa, ma l’America non teme le proteste robuste e violente, e la miccia è cortissima. Tutti i miliardi sprecati in guerre straniere, tutta la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochissimi, e la realizzazione che la rat race (corsa per topi), che prima portava il lavoratore ad accrescere il proprio tenore di vita, non funziona, è devastante.
La sinistra ZTL dei giardinetti rasati con cartello BLM non ha fatto assolutamente nulla per migliorare la condizione dei giovani. L’inseguimento woke ai diritti del minimo numero di persone LGBTQ+, dei pochissimi orsetti polari sul ghiacciolo polare, e di quattro atleti maschi che vogliono farsi passar per femmine per vincere la medaglietta, non ha fatto nulla per centinaia di milioni di americani, che ora guardano Parigi, Madrid, Roma e pensano: sarà mai il caso di far casino, per davvero? Nella comunità italoamericana ha destato particolare sorpresa il caso degli scioperi al Sud Italia, con relativa mancanza di alimentari nei supermercati e benzina alle pompe: le notizie arrivavano fresche dai parenti “di giù”, dai video TikTok, ma nessun articolo di giornale ne parlava, nessun servizio in TV, come mai? Succede che i mass media mainstream seguono le richieste del governo e dei potenti di turno: circolare, non c’è nulla da vedere qui.
Le telecamere son tutte in Piazza del Duomo a riprendere una manica di deficienti che rompe le vetrine, ovviamente ben più importante di scaffali e bennai vuoti. Anche in America è lo stesso film: distrazione di massa sui problemi, pur legittimi, di pochissime persone, quando i giovani in sofferenza sono milioni. Vedremo ora cosa succede alle mid-term: è chiaro che giovani e loro genitori hanno bisogno di un messaggio di speranza che si concretizzi, che faccia ripartire l’ascensore sociale, anche a costo di isolarsi sempre più dal resto del mondo.
