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Mission Impossible – Parte seconda

Anche questo sabato un bel salto nel buio per immaginare l’America tra una settimana. Sicuramente quella passata ci ha regalato attimi di suspense degni del film: Pfizer annuncia un efficacia del 90% (altissima) del vaccino appena dopo il verdetto a favore di Biden, il CEO vende le azioni ed incassa i suoi bei milioni di dollari, Trump (come nella sua natura) prosegue ad attaccare a testa bassa e soprattutto non sappiamo ancora se i Dem prenderanno controllo del Senato. 

I disoccupati sono diminuiti più del previsto, economia e contagi continuano a crescere, e Trump è sempre più arrabbiato con Fauci ma non è ancora arrivato a licenziarlo come invece ha fatto con altri collaboratori a capo del Pentagono e Difesa.

Fauci è un osso duro: non vuole il lockdown ma non perde un colpo sulla disciplina richiesta per l’uso di maschere, distanziamento, aerazione, igiene, e non le manda a dire.  E’ l’unico americano in bilico tra le due fazioni, con gli esperti pro-Biden che raccomandano un secondo lockdown ma non osano contraddirre il Tony nazionale.

Purtroppo gli aiuti a chi ha subito uno sfratto, parte del pacchetto da duemila miliardi approvato in primavera, stanno per terminare e questa situazione di stallo a Washington fa si che nessuno voglia approvare la seconda tranche. Se il Senato resta repubblicano Biden passerà da una missione impossibile ad una drammaticamente improbabile, perché il secondo giro di soldi salta. Migliaia dei 73 milioni di votanti per Trump protestano in diverse città, nonostante le autorità non abbiano trovato nessuna prova di truffe nelle votazioni: passeranno alle maniere forti? 

E’ logico aspettarsi che se il virus continua a mietere vittime, Biden non riesce a far passare il secondo stimolo all’economia, ed in più i suoi impongono un secondo lockdown, ci siano disordini violenti. Biden può sorridere finché vuole, ma con la pancia vuota ed armi da fuoco dappertutto le cose possono andar storto velocemente.

Cosa succederà nella prossima settimana? Trump deve costruirsi un uscita, da vincitore. Per ora solo sette repubblicani si sono esposti a dirgli di gestare la spugna: gli altri stanno imitando i gechi nel mimetizzarsi sulla tappezzeria di Senato e Congresso. Basta un tweet del capo per terminare la carriera politica, quindi sperano ancora nel convincimento da parte di figlia e genero.

Biden passa già i messaggi dei suoi sponsor del World Economic Forum e delle elite finanziarie: il virus richiede una grande revisione del patto sociale, lo potete leggere bene qui ma specialmente facciamo bene a leggerne la critica di Guido Salerno Aletta qui dove sono ben chiare le fregature tirate in nome del virus dalle elite finanziarie che svernano a Davos.

Trump farebbe bene ad uscire con grazia, evitando quindi disordini e blocchi nell’erogazione degli incentivi ancora richiesti dalle piccole aziende che ancora soffrono il virus. Se Biden veramente prosegue sulla strada del WEF la parte “socialist” dei democratici si staccherà presto e tenere assieme la nazione sarà dura. Mission Impossible, per davvero.

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