Sogno e realtà. Pëtr Il'ič Čajkovskij

Cominciamo dal mondo dei sogni seguendo Clara. È la vigilia di Natale e lei riceve in regalo uno schiaccianoci con fattezze di soldatino. Si addormenta abbracciata a lui e insieme vivono una notte magica: dopo aver sconfitto il Re dei Topi, Clara e lo Schiaccianoci (trasformatosi in principe) entrano nel Regno dei Dolci accolti dalla Fata Confetto. Segue un risveglio nel quale ancora crogiolarsi e danzare.

Mettersi in ascolto

Il 21 ottobre è la Giornata Mondiale dell’ascolto e il sito dedicato indica in elenco anche “La musica come strumento di ascolto”; le motivazioni sono più d’una ma soprattutto, io direi, perché non c’è stato d’animo che non sia stato messo in musica.

Per celebrare la giornata vale la partecipazione a un concerto, l’ascolto su YouTube o quello di un vecchio vinile ritrovato in casa.

Il clacson di George Gershwin

Parigi vista dagli occhi di un turista americano: questo ha voluto raccontare in musica Gershwin componendo “An American in Paris”. Un poema sinfonico divenuto famosissimo e ricordato anche per l’uso creativo del clacson di automobile che il compositore volle inserire in partitura.

Musica e street art

La street art è un’espressione creativa urbana che già da decenni è in connessione col mondo della musica. Tra gli esempi certamente Keith Haring e la cultura hip hop, spesso omaggiata dall’artista nei suoi murales.

Sipario

È il punto di contatto tra verità e finzione, incontro tra mondo reale e mondo creato dall’arte.

Il sipario ha un che di maestoso e si impone, domina lo spazio e si fa notare. Penso prima di tutto ai grandi teatri d’opera.

Vino effetto Mozart

All’uva fa bene ascoltare la musica di Mozart. Gli esperimenti sul campo in questa direzione non sono mancati e a interessarsene sono state anche le Università. Due esperti viennesi, Koeberl e Bachmann, da anni si dicono certi che far risuonare pagine mozartiane nelle cantine durante la vinificazione aiuti la fermentazione e migliori la qualità del vino.

Un pianoforte in viaggio

Questa è la storia, con finale sospeso, del pianoforte “Concert Grand Model D” della Baldwin (marchio americano di strumenti a tastiera) costruito nel 1929 e acquistato da John Lennon nel 1978.

La sorpresa

L’inizio è grazioso; le prime note si snodano piacevoli all’ascolto e un po’ sonnacchiose, come all’ora della siesta. Anzi “per non disturbare”, gli archi ripetono la frase abbassando il tono e accarezzando un pianissimo che pare morire e che invece… sfocia in un improvviso forte colpo di timpani, aiutati da tutta l’orchestra. Una bella sveglia che l’autore volutamente dà al pubblico.

Tormentone estivo

Nel panorama musicale italiano il concetto di tormentone estivo ha le sue radici decenni fa. È durante gli anni ottanta/novanta che i ritornelli pop e dance han conquistato il pubblico, ma il primo brano-tormentone si fa risalire a prima ancora, parecchio prima.