IL Digitale


Robot liberi

Negli ultimi numeri di Zafferano.news, grazie al contributo di Giordano Alborghetti con la rubrica Linux Pub, abbiamo avuto modo di riflettere sui vantaggi dell’open source, del software libero.  Ci sono benefici per la singola persona, che risparmia...

... continuando ad usufruire delle funzionalità richieste. E ci sono vantaggi per l’economia, perché l’innovazione dell’open source è molto più rapida rispetto alle grandi multinazionali, e questo porta sia strumenti più efficaci sia un miglioramento dei prezzi per tutto il mercato.

Le grandi organizzazioni hanno difficoltà ad usare l’open source, principalmente perché preferiscono standardizzazione e riduzione delle incertezze rispetto al gudagno che avrebbero da performance migliori. Come abbiamo visto in articoli precedenti, la nostra mente preferisce ridurre rischi e perdite rispetto ad ottenere guadagni, ed il Signor CEO soffre degli stessi pregiudizi.

Ancor di più in una fabbrica o un centro di distribuzione, dove ogni assemblaggio deve essere fatto in un preciso lasso di tempo o dove 10.000 prodotti devono essere prelevati, impacchettati e spediti in un turno, dare spazio all’innovazione del software libero spaventa. Spaventa i perdenti in effetti, perché tanto nella produzione quanto nella logistica, il mantenimento dello status quo porta alla perdita di posizioni rispetto alla concorrenza. 

Amazon è l’esempio più famoso di azienda che, partita da soluzioni "standard" di software per l’automazione dei propri magazzini, ha poi abbracciato il software libero per riuscire veramente a creare soluzioni innovative ai problemi di logistica di distribuzione. Un altro caso è Locus Robotics, che ha pensato a tradurre in software il movimento dello sciame di api, per ottenere flussi logistici molto piu’ flessibili ed efficaci della concorrenza. 

Anche nel campo della robotica c’è un forte movimento di open source. Ci sono associazioni accademiche o no-profit come Open Robotics che mettono a disposizione documentazione e contatti per riuscire a districarsi nel mare magnum dei software ed hardware disponibili. Le grandi aziende della robotica hanno tutto l’interesse a contribuire, perche’ se anche regalano del codice, almeno sanno di avere professionisti che adotteranno le loro soluzioni. Su ROS Industrial potete trovare molti esempi e lezioni per entrare e far qualche passo nel mondo dei robot.

Uno dei CEO con la felpa, Bill, raccomanda di tassare i robot per il reddito che producono, e con quegli introiti pagare il reddito di cittadinanza a chi magari ha perso il lavoro proprio a causa dell’automazione di fabbrica. Sembra una bella cosa: schiavi 4.0 a lavorare e consumatori sul divano a comprare da internet, sinonimo di comodità.  Salvo poi accorgersi che il consumatore da divano con reddito da cittadinanza è il nuovo schiavo 5.0, perché completamente controllato dal Capitale.

Un alternativa si basa sul software libero. Se un individuo pensante costruisce il suo schiavo 4.0 e lo manda in fabbrica, ma ne resta il padrone e proprietario, allora non serve il reddito di cittadinanza e non serve stare sul divano. Si può diventare imprenditori, investire in robot che lavorano per noi invece di esser noi a lavorare.  Che ne dite? Sentiamoci su Tweeter... : )

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

Giordano Alborghetti (Bergamo): curioso del software libero, musicofilo, amante del mare
Tommy Cappellini (Lugano): lavora nella “cultura”, soffre di acufene, ama la foresta russa
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Pietro Gentile (Torino): bancario, papà, giornalista, informatico
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Pupi18054216 (Genova): linguista resistente. Libera pensatrice
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro