Una storia operaia 1934-2022
Ho dedicato ai miei quattro nipoti questo libro di quasi 400 pagine, gioia e preoccupazione di un fine vita. Fino al “visto, si stampi!” ho temuto, stante l’età, di non fare in tempo a finirlo.
Ho dedicato ai miei quattro nipoti questo libro di quasi 400 pagine, gioia e preoccupazione di un fine vita. Fino al “visto, si stampi!” ho temuto, stante l’età, di non fare in tempo a finirlo.
Questo è un Cameo da spiaggia o da radura alpina, da assumere con leggerezza. E’ ciò che dovrebbe avvenire per tutti gli scritti dei periodi di guerra, di crisi alimentari, di scirocco morale, spesso connotati da un fanatismo sciocco, al quale i saggi dovrebbero rispondere con un sorriso.
Da quando ho consegnato al tipografo il cosiddetto libro della vita “Una Storia Operaia 1934-2022” (382 pagine, 14,99 € il digitale, 100 € il cartaceo, versione lusso, tiratura limitata, numerato, con dedica personalizzata. I ricavi andranno all’associazione dei “barboni” dei portici di Torino, gli ultimi apòti in purezza) ho privilegiato la lettura e la riflessione allo scrivere.
La storytelling che segue è frutto della mia fantasia (sono un innamorato fallito, ho sempre pensato che l’auto significasse libertà). Un giorno capii che il CEO capitalism, per raggiungere la sostenibilità ambientale ottimale, avrebbe potuto penalizzare le classi medie e povere. Queste avrebbero dovuto rinunciare all’auto, quindi alla loro mobilità privata.
Mentre il mondo cosiddetto civile sta precipitando (forse) nella Terza Guerra Mondiale (imperdibile a proposito il romanzo distopico di Zafferano.news “La Terza Guerra Mondiale di Gordon Comstock”, 9,99 € versione digitale e podcast recitato dall’autore; 100 € versione cartacea, numerata con dedica personalizzata dell’autore), trovo affascinante che i Paesi europei, gravitanti intorno al mondo animale delle Alpi, dibattano su come configurare il “Lupo grigio euroasiatico (canis lupus lupus)", originario delle steppe russe: un assassino da sterminare o un animale da proteggere comunque?
Se hai la fortuna di vivere a lungo, se a fine corsa giochi ancora a fare il giornalista, se sei un apòta di stretta osservanza, se te la senti ancora di vivere la tua vita in modo leggero e indipendente, questa è l’occasione di goderti il momento. Come?
Sono andato a riprendere un Cameo scritto in occasione del World Economic Forum di Davos (WEF) del 2016. Sei anni fa! Una lucidata, e via.
Tuttora impeccabile l’incipit: “Davos è stato l’evento più idiota che i Woke occidentali potessero inventarsi”. Chi sono i Woke? I Corretti, i Competenti, i Giusti. Le élite che posseggono il Verbo e la Verità. Per loro, il resto dell’umanità è plebe.
Per una multinazionale italiana (definita “tascabile” dalla Proprietà) ho fatto un’analisi di business per il suo Piano Strategico 2023-2028. Trattandosi di business in purezza, il “focus” prescinde da ogni valutazione politico-etica (rifiutata sia da me estensore, sia dalla Proprietà), e si concentra solo sugli aspetti economici (nel rispetto delle leggi di ogni singolo paese).
Per chi scrive, o edita giornali o libri, una volta all’anno c’è un appuntamento fisso: il Report Oxfam (è una holding di organizzazioni no profit). E’ la narrazione di come l’1% diventi sempre più ricco, e il restante 99% sempre più povero, cioè la connotazione del CEO capitalism in purezza. L’incipit, ogni anno, è lo stesso: “E’ aumentata la concentrazione della ricchezza economica di pochi, esaltando così le diseguaglianze dei più”.
I miei romanzi distopici “La pestilenza è finita. Sono tutti morti, quasi” (in regalo agli abbonati di Zafferano.news, abbonarsi è gratis) e "La Terza Guerra Mondiale di Gordon Comstock" (versione digitale a 9,99 €, comprensiva di podcast-audiolibro) si basano su un’analisi del Virus e della Guerra che usa esclusivamente gli strumenti tipici del mondo del business e del management, applicati alla geopolitica. Due riflessioni artigianali.